Campagna immunizzazione degli adolescenti: a buon ritmo in Italia e Francia

"Freno tirato" in Germania e Gran Bretagna

di Redazione | 09 Agosto 2021 @ 12:46 | ATTUALITA'
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ROMA – In Italia e in Francia la campagna di immunizzazione degli adolescenti prosegue a buon ritmo. La Gran Bretagna e la Germania, invece, hanno il freno tirato. In queste due Nazioni si da più spazio agli adolescenti fragili. Ci sono anche dei Paesi europei che non hanno ancora iniziato la campagna di vaccinazione per i giovani.

In Europa sono due i vaccini contro il Covid-19 raccomandati dall’Agenzia del farmaco (Ema) per i ragazzi a partire dai 12 anni: Spikevax prodotto da Moderna e Comirnaty prodotto da Pfizer-BioNTech. Entrambi sfruttano la tecnologia a mRNA. A fare da apripista alle immunizzazioni dei giovanissimi è stata la Francia, che dal 15 giugno ha aperto alla fascia 12-17 anni, a condizione che i giovani siano volontari e abbiano il consenso dei genitori. In Germania, invece, il vaccino per gli under 17 è consigliato ai soggetti fragili (anche se la prospettiva della riapertura delle scuole sta convincendo le autorità a spingere l’acceleratore). La raccomandazione all’immunizzazione dei ragazzi vulnerabili vale anche in Olanda, Belgio, Gran Bretagna, Svezia e Finlandia.

Il dibattito sulla vaccinazione degli adolescenti si sta facendo più intenso in queste settimane, visto che a settembre si torna a scuola. “L’affermazione che garantire la quotidianità nelle scuole è solo possibile mediante le vaccinazioni è molto incorretta – ha detto intervistato da Augsburger Allgemeine, il presidente della commissione permanente per i vaccini tedesca, Thomas Mertens, criticando il ruolo dei politici tedeschi nel dibattito sulla vaccinazione degli adolescenti.

“L’azione politica certamente non aiuta a calmare la gente, per la popolazione sarebbe meglio affrontare le cose con più calma e riflessione” ha detto ancora il presidente della commissione che nei mesi scorsi ha raccomandato il vaccino solo per i ragazzi vulnerabili. Ma all’inizio della settimana, il ministro della Sanità tedesco, Jens Spahn, ha deciso di ampliare l’offerta vaccinale anche agli adolescenti tra i 12 ed i 17 anni in vista della ripresa della scuola.

Intanto in Italia l’immunologo Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas e professore Emerito dell’Humanitas University a Milano, ha lanciato un appello ai ragazzi dalle pagine del Corriere della Sera: “Vaccinatevi. Anche per ritornare a scuola in sicurezza”.

″È vero che i ragazzi fra i 12 e i 18 anni si ammalano poco e raramente hanno forme gravi”, ha sottolineato Mantovani affermando che però “in Italia sono stati segnalati 28 casi mortali da Covid in questa fascia di età. Ma c’è di più. Andrea Biondi, all’Ospedale San Gerardo di Monza, ha avuto quattro casi di adolescenti, su 60, che sono finiti in terapia intensiva. E non è una bella esperienza per loro. Ancora: in alcuni di questi pazienti si è registrata la comparsa di una malattia nuova, una multi-infiammazione sistemica che interessa tutto l’organismo. Esiste poi, la minaccia del long-Covid: disturbi che colpiscono chi ha avuto la malattia e che si trascinano nel tempo: per esempio, disturbi della memoria. Lo dimostra un report, il primo al mondo, firmato dai medici dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma”, afferma l’immunologo Mantovani.

Intanto non sembrano esserci differenze rilevanti tra gli effetti collaterali riscontrati dagli adolescenti e quelli degli adulti. Tra quelli segnalati con maggiore frequenza: dolore nel sito di iniezione, mal di testa, stanchezza, dolori articolari o muscolari, febbre, brividi, talvolta nausea. Si tratta di disturbi che, se si presentano, sono di lieve o moderata entità e si risolvono nell’arco di pochi giorni. L’Ema, agenzia europea del farmaco, ha decretato che anche a partire dai 12 anni i vaccini portano benefici che superano in modo significativo i rischi, soprattutto per i ragazzi più vulnerabili.


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