Una diffida formale alla Giunta e al Collegio dei Revisori dei Conti della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia, con la richiesta di revocare in autotutela la nomina di Roberto Battaglia a vicepresidente dell’Ente. A presentarla è il consigliere camerale Giovanni Frattale, che contesta la rappresentatività territoriale della nuova governance e annuncia, in assenza di risposte entro cinque giorni, il ricorso al Ministero competente.
Al centro della contestazione c’è la nomina di Battaglia, titolare, secondo quanto riferito da Frattale, di una ditta individuale con sede legale e operativa a Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo.
Con la conferma di Antonella Ballone alla presidenza, anche lei espressione del territorio teramano secondo la ricostruzione del consigliere, Frattale sostiene che le due principali cariche dell’Ente risultino concentrate nella stessa provincia.
Il consigliere richiama inoltre la composizione della Giunta, che indica in cinque membri teramani e un solo rappresentante aquilano, Ezio Rainaldi.
“Siamo di fronte a un’inaccettabile prevaricazione che svuota le regole di convivenza e i patti fondativi dell’accorpamento tra le province dell’Aquila e di Teramo”, afferma Frattale.
Il consigliere contesta anche la possibilità di considerare Battaglia rappresentativo del territorio aquilano sulla base di precedenti incarichi ricoperti in organizzazioni di categoria o organismi regionali.
“La Camera di Commercio rappresenta le imprese iscritte nel Registro delle Imprese, non le sigle sindacali”, sostiene.
Nella diffida Frattale richiama l’articolo 13 della legge 580 del 1993, in combinato disposto con l’articolo 10 del decreto ministeriale 156 del 2011, sostenendo che i requisiti per l’elettorato passivo debbano essere collegati allo status aziendale e al radicamento territoriale dell’impresa.
Secondo la sua interpretazione, anche l’articolo 18 dello Statuto camerale recepirebbe lo stesso principio e renderebbe quindi incompatibile l’utilizzo del profilo di Battaglia per coprire una rappresentanza riferibile alla provincia dell’Aquila.
Frattale segnala inoltre un presunto vizio procedurale, riferendo di aver trasmesso prima della seduta una nota scritta con i propri rilievi.
“Ho provveduto a depositare e trasmettere una dettagliata nota scritta contenente tutti i rilievi di illegittimità. La Giunta e il Collegio dei Revisori hanno preferito tirare dritto, procedendo al voto senza che la nota venisse minimamente presa in esame”, afferma.
La diffida concede cinque giorni agli organi camerali per intervenire in autotutela e al Collegio dei Revisori per esprimersi sulla contestata carenza dei requisiti.
“Se non arriveranno atti concreti di ripristino della legalità e del rispetto istituzionale si procederà presso il Ministero”, conclude Frattale.








