Call center Inps, Cisal denuncia comportamento antisindacale di Comdata

di Redazione | 05 Marzo 2020, @06:03 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – La Cisal Comunicazione ha richiesto un intervento urgente dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro per il mancato rispetto dell’accordo sindacale del 5 novembre 2019, in applicazione della Clausola sociale, che prevedeva la contrattualizzazione del personale ex Telecomunicazioni con il ‘medesimo monte ore settimanale in essere alla data del 2 febbraio 2019” e delle Coop “senza alcuno scompenso economico’”.

“Questo – si legge in una nota di Venanzio Cretarola, segretario nazionale settore call center – ha comportato la sottrazione dalla sede dell’Aquila del 25 % del lavoro e dello stipendio garantito da anni al personale del Consorzio Lavorabile: è come aver ridotto l’occupazione a L’Aquila di 70 persone a 30 ore settimanali”.

“La motivazione addotte da Comdata, cioè una drastica riduzione delle chiamate da un giorno all’altro (cosa mai accaduta in 9 anni di gestione precedente) e dal troppo personale riassunto, è stata smentita formalmente dal presidente dell’INPS Tridico: in realtà negli ultimi 3 mesi le chiamate addirittura sono aumentate”.

“Contestualmente gli addetti totale a livello nazionale del Contact Center sono passati da 3.026 del 29 novembre 2019 ai 2.491 del 2 dicembre 2019, data del subentro di Comdata. Cioè 535 in meno”.

“Esattamente come dicevamo noi”, continuano i sindacalisti.

“Inoltre Comdata, che ha continuato per mesi a non dire la verità, d’accordo con Cgil Cisl Uil ha inserito nella commessa INPS 41 suoi dipendenti mai addetti alla commessa Inps (come prescrive la legge sulla clausola sociale) e solo dal 1 marzo ha riassunto 156 ex dipendenti di Almaviva di Napoli”.

“Non solo: pochi giorni fa Comdata ha formalizzato un accordo con Cgil Cisl Uil nazionali l’inserimento nel Contact Center di altri 8 operatori che nulla hanno mai avuto a che fare con la commessa Inps fra i quali ci sono 3 dirigenti sindacali confederali che non solo non erano su Inps ma addirittura ‘ricoprono cariche sindacali che determinano assenze continuative’”.

“Tradotto: non lavorano, chissà da quando, su nessun servizio. Sempre in permesso sindacale”.

“Comdata quindi, ha tolto il lavoro dall’Aquila a chi ne aveva diritto per destinarlo a chi non ne aveva alcun diritto contrattuale, in accordo con altre sigle sindacali”, prosegue la nota del sindacato.

“Continueremo inoltre a contrastare l’Organizzazione del lavoro adottata da Comdata, che non ha nulla a che fare con la tutela dell’importante servizio pubblico gestito da anni a L’Aquila, che continua a causare enormi disagi al personale e che non rispetta l’Accordo sottoscritto con Comdata da noi e dagli altri sindacati”, conclude la nota.


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