Call center Inps, Biondi: “Sarà internalizzato contact center e non gli operatori”

di Redazione | 05 Maggio 2022 @ 20:22 | POLITICA
Comdata
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L’AQUILA – “La semplificazione dell’onorevole Pezzopane contenuta nelle dichiarazioni su una pressoché soluzione certa per i lavoratori del call center Inps denota una inadeguata conoscenza di un problema molto complesso e su cui occorrerebbe cautela prima di lasciarsi andare a trionfalismi potenzialmente disastrosi”. A dirlo è il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, replicando alla deputata del Pd Stefania Pezzopane, che sulla questione del call center Inps ha tenuto una conferenza stampa nel pomeriggio di oggi.

“A essere internalizzato – prosegue Biondi -, innanzitutto, sarà il servizio di contact center e non gli operatori, che dovranno sostenere una selezione a seguito di un imminente avviso pubblico di cui, attualmente, non si conoscono i termini. Inoltre non è chiaro in quale provvedimento normativo saranno contenuti i 20 milioni promessi, secondo Pezzopane e i suoi compagni di partito, dal governo a Inps per ampliare la platea delle persone da assumere (passando da 3014, previste nel futuro bando di selezione, a 3200, ovvero tutti gli attuali operatori impiegati in Italia sulla commessa Inps), nè quando tale provvedimento sarà emanato. Il tempo non è una variabile indipendente in questa vicenda. All’esito del bando i circa 200 lavoratori che rimarranno inizialmente esclusi dall’assunzione in Inps servizi rimarrebbero, sempre secondo gli esponenti del Pd, in carico a Comdata –  attuale gestore della commessa sino al prossimo 30 novembre – in attesa di uno scorrimento della graduatoria. Ammesso che l’azienda sia a conoscenza, formalmente, di questa procedura, è evidente che tali risorse vanno individuate e rese disponibili il prima possibile, soprattutto per gli oltre 500 lavoratori aquilani: nel sito del Tecnopolo quella Inps, infatti, è l’unica commessa a essere gestita ed è del tutto evidente che con la sua scadenza al primo dicembre 2022 è impensabile che l’azienda possa tenere “parcheggiati” a lungo i lavoratori (per molti dei quali già è scattata la cassa integrazione).

Per questa ragione mi attiverò affinché proprio su questo aspetto venga convocato un tavolo in Prefettura, chiedendo la partecipazione di rappresentanti di Inps, ministero del Lavoro e Comdata. Ricordiamo tutti l’annuncio, all’indomani del decreto Agosto nel 2020, in cui Pezzopane fantasticava sulla stabilizzazione dei precari della ricostruzione:quel provvedimento era privo di copertura finanziaria, ottenuta solo da una mobilitazione del territorio, dei sindaci del cratere, della Regione e dei sindacati, e nell’ottobre successivo grazie a un emendamento approvato in Senato che ha consentito poi a questa Amministrazione di attivare le procedure per dare un futuro certo a 68 lavoratori del Comune dell’Aquila, Usra e Usrc. Lo stesso impegno che continueremo a portare avanti, come accaduto in questi anni, per gli operatori del call center Inps affinché vengano mantenuti gli attuali livelli occupazionali”. 

Critico anche il centrodestra cittadino. I capigruppo di Forza Italia, Giorgio De Matteis, Fratelli d’Italia, Ersilia Lancia, Lega, Francesco De Santis, L’Aquila Futura, Luca Rocci, e L’Aquila al centro, Daniele D’Angelo in una nota si dichiarano colpiti dalla mossa elettorale di Stefania Pezzopane giocata sulla pelle dei lavoratori aquilani del call center Inps-Ader, messi davanti il miraggio di accoglimento della clausola sociale ‘di fatto’, per cui non sono indicati tempi o modalità effettive di risoluzione”. 
“Secondo Pezzopane, infatti, sarebbero stati promessi 20 milioni ulteriori a Inps servizi per stabilizzare tutti i 3200 lavoratori italiani, recuperando i circa 200 che sarebbero rimasti fuori dal percorso di internazionalizzazione del contact center. Ma non sappiamo né in quale provvedimento saranno formalizzate tali somme, né quando. Ricordiamo al Pd che la commessa, l’unica, su cui è impiegato il call center aquilano scadrà a dicembre di quest’anno, che molti lavoratori sono in regime di cassa integrazione e che 500 famiglie aquilane non possono attendere oltre. Come consiglieri ci siamo unanimemente impegnati per la risoluzione della crisi, con un lavoro che ha coinvolto l’intera assise civica in maniera compatta e trasversale. Crediamo che l’argomento meriti un atteggiamento cauto e che tutte le informazioni vadano approfondite e vagliate. È una battaglia di territorio che non può essere trasformata in un teatrino vacuo, giusto il tempo di una campagna elettorale, su donne e uomini che si battono per il lavoro e la dignità personale”.

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