Il caldo estremo è ormai una delle principali emergenze per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Lo afferma Fabio Frullo, consigliere delegato alle Politiche del lavoro del Comune dell’Aquila, commentando il recente rapporto pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale.
Secondo Frullo, il documento internazionale richiama anche le istituzioni locali alla necessità di adottare nuove strategie di prevenzione contro lo stress termico.
“Per anni abbiamo parlato di sicurezza sul lavoro pensando quasi esclusivamente ai dispositivi di protezione, agli infortuni tradizionali e al rispetto delle procedure”, dichiara. “Oggi il cambiamento climatico modifica radicalmente lo scenario”.
Per il consigliere comunale, le temperature sempre più elevate stanno creando un rischio nuovo e trasversale, destinato ad aumentare nei prossimi anni. Un rischio che coinvolge migliaia di lavoratori, in particolare nei settori dell’edilizia, dell’agricoltura, dei trasporti, della logistica e nei comparti che operano all’aperto.
Frullo richiama i dati del rapporto OMS, secondo cui la produttività diminuirebbe mediamente del 2-3% per ogni grado di temperatura oltre i 20 gradi. Aumenterebbero inoltre i rischi di colpi di calore, disidratazione, patologie renali e neurologiche, con conseguenze anche sul numero degli infortuni.
“Questi dati ci dicono che non stiamo parlando soltanto di salute pubblica”, afferma Frullo. “Stiamo parlando di politiche del lavoro, di competitività delle imprese e di sostenibilità del nostro sistema produttivo”.
Secondo il consigliere delegato, è necessario un cambio di paradigma. Lo stress termico, sostiene, deve entrare a pieno titolo nella valutazione dei rischi prevista dal D.Lgs. 81/2008.
Frullo indica anche alcune possibili linee di intervento: una diversa programmazione degli orari di lavoro nelle giornate più critiche, investimenti nella formazione di lavoratori e datori di lavoro, utilizzo di nuove tecnologie per monitorare le condizioni climatiche e predisposizione di protocolli operativi specifici.
“Non possiamo limitarci a gestire l’emergenza ogni estate”, aggiunge.
Le linee guida elaborate da OMS e OMM, ricorda Frullo, indicano la necessità di sviluppare piani di prevenzione, rafforzare la formazione, coinvolgere imprese, lavoratori e organizzazioni sindacali e predisporre misure calibrate sulle caratteristiche dei territori e dei comparti produttivi.
“Come delegato alle Politiche del lavoro ritengo che anche L’Aquila debba farsi promotrice di una riflessione concreta su questo tema”, dichiara. “Il nostro territorio presenta una forte presenza di cantieri, attività manutentive, edilizia e lavoro all’aperto”.
Per Frullo è quindi fondamentale costruire una rete tra istituzioni, imprese, professionisti della sicurezza, organizzazioni sindacali, medici competenti e Università, con l’obiettivo di diffondere una nuova cultura della prevenzione.
“La sicurezza sul lavoro non può rincorrere i cambiamenti climatici: deve anticiparli”, conclude. “Proteggere i lavoratori significa proteggere il futuro del nostro sistema economico”.









