Calascio da paradosso a modello. Baldi: “Pnrr contro lo spopolamento”

di Alessio Ludovici | 15 Marzo 2022 @ 06:10 | ATTUALITA'
20 milioni
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L’AQUILA – Calascio da paradosso a modello, è la speranza di Paolo Baldi, sindaco del piccolo comune del Gran Sasso che ha appena ricevuto la bella notizia di essere il borgo pilota scelto dal Mic in Abruzzo nell’ambito dell’avviso Attrattività dei Borghi. Venti milioni di finanziamento per creare lavoro e stimolare nuove residenze.

Il paradosso di Calascio è quello di un Comune che conta già 100mila visite l’anno alla Rocca, e che sui social, sui giornali, sulle riviste di turismo nazionali e internazionali, ed è il fiore all’occhiello della comunicazione turistica regionale ma, allo stesso tempo,  è pure totalmente spopolato e con un reddito procapite che è la metà di quello del paese. Un mix di fattori e di indicatori che ha inciso sulla scelta di Calascio nell’ambito del Pnrr. Il progetto si chiama “Roccca Calascio luce d’Abruzzo”, il nome, spiega Baldi, strizza l’occhio “al sistema di comunicazione delle torri fortificate dell’entroterra aquilano, ma vuole rappresentare anche il ruolo che la Rocca ha avuto negli anni diventando un’icona dell’Abruzzo”.

Il progetto punta a valorizzare questo ruolo rilanciando l’Abruzzo della montagna e delle aree interne. Una rivincita per il piccolo comune, escluso, ricorda Baldi, dai crateri del 2009 e 2016 e di conseguenza tagliato fuori da tanti canali di finanziamento per lo sviluppo. “Il comune in questi anni  non ha potuto far fronte a questo gran numero di turisti, ora abbiamo una possibilità”.

“E’ stata una scommessa immane per un piccolo ente come il nostro partecipare a questo bando”. Nel dettaglio sono previste diverse azioni.

“Il progetto si basa sul restauro e recupero di tutta l’area del castello, prevede uno studio archeologico di una parte di scavi, nuovi sentieri pedonali ed il restauro delle rovine”. “Sono previste anche – spiega Baldi – strutture per l’accoglienza, un parco parcheggio cioè un parcheggio integrato con la  vegetazione ed il paesaggio”. C’è poi il tema del lavoro, centrale nell’ottica scelta, perché l’obiettivo è superare quel paradosso:  “Qui ci sono attività in crisi che devono essere rilanciate, una filiera come l’allevamento tradizionale che attraverso il progetto abbiamo intenzione di costituire la Scuola della Pastorizia. La pastorizia era l’attività principale al tempo del regno con ben 3 milioni di pecore, in chiave moderna può rappresentare anche un valido ritorno economico”.

Ci sono poi le iniziative culturali, con la valorizzazione dei ricchi palazzi gentilizi, chiusi da anni o in vendita, frutto di quella economia pastorale di un tempo. “Abbiamo previsto anche un centro culturale polivalente e un albergo diffuso per accogliere le persone che vengono, ci sarà un centro tecnologico per valorizzare le idee dei giovani. C’è la valorizzazione dell’area del lago e il recupero di un rifugio – di proprietà del comune di Calascio – a Campo Imperatore, il recupero degli antichi forni”. Tante iniziative frutto di partnership con imprese e istituzioni, avviate in questa fase di elaborazione progettuale.

“Noi abbiamo fatto una scommessa, non potevamo permettere che la rocca rimanesse ancora abbandonata, lo scopo è dare lavoro e incentivare nuove residenze”. La fase di progettazione esecutiva dovrebbe cominciare a breve, la speranza è che l’esempio di Calascio diventa un modello e faccia da volano allo sviluppo di tutto il territorio. 


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