C.a.s.e, Palumbo: occasione per la città non per elezioni

di Matilde Albani | 30 Novembre 2021 @ 11:08 | POLITICA
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L’AQUILA – C.a.s.e., un patrimonio “zavorra” su cui si discute da tempo e che il Comune dopo dodici anni può trasformare in opportunità visto che ci sono 60 milioni a disposizione del fondo complementare. Superando i titoli di giornale su chi ha il merito dice il capogruppo del Pd Stefano Palumbo. Una ricerca certosina. Un dossier quello di Palumbo che fotografa lo stato immobiliare e il numero degli assegnatari. Il 38% del patrimonio è utilizzato per l’assistenza alla popolazione, 1 alloggio ogni 5 è inagibile. Interi insediamenti come Arischia e Collebrincioni sono inagibili: 8600 persone ospitate al momento tra Map e Case a fronte di una capienza di 19500.

Il dossier Palumbo: “PROGETTI CASE E MAP. QUALE FUTURO DOPO 12 ANNI?”

CONSISTENZA E DISTRIBUZIONE DEL PATRIMONIO NEL 2009

Il patrimonio immobiliare realizzato nella prima fase di gestione dell’emergenza sisma del 2009, per far fronte all’esigenze abitative della popolazione aquilana, è costituito da 4.449 alloggi del cosiddetto “Progetto CASE”, oltre a 1.275 alloggi dei Moduli Abitativi Provvisori (MAP), per un totale di 5.724 abitazioni.

Gli alloggi del Progetto CASE sono aggregati in 185 edifici e distribuiti in 19 insediamenti dislocati all’interno del territorio comunale. Gli insediamenti MAP invece sono distribuiti in 23 diverse località del territorio comunale.

Gli stessi, come sopra distinti, contano una capienza massima di 15.195 inquilini relativamente al progetto CASE e di 4291 per quanto concerne i MAP, per una capienza totale di 19.486 abitanti.

IN QUALI CONDIZIONI VERSA QUESTO PATRIMONIO?

Particolarmente significativo è il dato che emerge dal tasso di inagibilità degli alloggi, pari al 20,79% relativamente al progetto CASE (1 alloggio inagibile su 5), sensibilmente più alto di quello relativo invece ai MAP, pari al 14,48% (1 alloggio inagibile su 7), nonostante la funzione duratura nel tempo dei primi e quella temporanea dei secondi. Entrando più in dettaglio, ben 3 insediamenti del progetto CASE risultano totalmente inagibili (Arischia, Coppito 2 e Collebrincioni) e completamente disabitati, al pari degli insediamenti MAP di Cansatessa – San Vittorino e di Pescomaggiore. 5 sono invece gli insediamenti in cui il tasso di occupazione risulta ad oggi inferiore a quello di “non occupazione”, riconducibile ovvero ad alloggi vuoti o inagibili (ProgettoCASE di Assergi, Roio 2, Sassa NSI e insediamenti MAP di Collebrincioni e Tempera – San Biagio).

Complessivamente risultano 925 alloggi inagibili riferiti al progetto CASE e ulteriori 185 relativi ai MAP per un totale di 1.110 alloggi inagibili.

Sostanzialmente equivalente invece il dato relativo al numero di alloggi vuoti, per entrambi gli insediamenti pari a poco più del 12%. In particolare, sono 157 gli alloggi attualmente liberi (ma agibili) distribuiti nei 23 insediamenti MAP e 541 quelli relativi ai progetti CASE, per un totale di 698 alloggi liberi.

QUANTA GENTE CI ABITA OGGI?

Particolarmente significativo è anche l’andamento nel corso del tempo del tasso di occupazione sia relativo agli alloggi utilizzati (Grafico 1) che alle persone ospitate (Tabella 4). In particolare, a 12 anni di distanza dalla loro realizzazione, solo il 68% degli alloggi sono attualmente utilizzati, mentre sono ospitati 8.601 persone (1605 nei MAP e 6996 nei progetti CASE) a fronte di una capienza massima di 19.486 abitanti, pari cioè al 44%.

LE BUONE NOTIZIE PER IL FUTURO

Quest’anno sono arrivate diverse buone notizie dal Governo Centrale come l’istituzione all’Aquila del centro nazionale del servizio civile universale, della Scuola di Formazione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e della Scuola Tecnica della Pubblica Amministrazione, annunciata a sorpresa da Draghi durante la sua visita all’Aquila in occasione dell’inaugurazione del Parco della Memoria per le vittime del sisma. Sono interventi che verranno finanziati dallo Stato a valere in buona parte dai fondi del PNRR. Nel dettaglio:

– ISTITUZIONE CENTRO NAZIONALE DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE

Nella proposta di legge di bilancio formulata dal Governo, all’articolo 40-quater, viene proposta una modifica del decreto di Istituzione del Centro Nazionale del Servizio Civile Universale, D.Lgs n.40 del 6 marzo 2017, con l’inserimento del seguente articolo:

Art. 10-bis (Centro nazionale del servizio civile universale)

1. Per sostenere le finalità e gli obiettivi assegnati al servizio civile universale e assicurare anche la compiuta realizzazione del progetto di potenziamento del servizio medesimo previsto nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è istituito il Centro Nazionale del Servizio Civile Universale, con sede nel comune dell’Aquila.

2. Il Centro di cui al comma 1, quale sede delle attività connesse ai programmi e ai progetti per lo svolgimento del servizio civile universale, ha lo scopo di garantirne l’armonizzazione e il consolidamento dei processi organizzativi e formativi, potenziare l’acquisizione di competenze dei giovani operatori volontari del servizio civile nonché favorire e accelerare il processo di rigenerazione e rivitalizzazione urbana, sociale, culturale e tecnologica della città di L’Aquila e dei territori abruzzesi colpiti dal sisma nel 2009.

3. Le modalità di fruizione delle unità immobiliari destinate al Centro di cui al comma 1 sono stabilite per il tramite di specifica convenzione tra il Comune dell’Aquila, la struttura di missione per il coordinamento dei processi di ricostruzione e sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 e il Dipartimento delle politiche giovanili e il servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei ministri.

4. Per far fronte agli oneri di gestione e di funzionamento del Centro di cui al comma 1, il Fondo nazionale per il servizio civile di cui all’articolo 19, della legge 8 luglio 1998, n. 230, è incrementato di 5 milioni di euro a decorrere dal 2022.

5. Il Dipartimento delle politiche giovanili e il servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei ministri, nell’ambito delle competenze e delle attribuzioni di cui al decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40, assicura, nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili e legislazione vigente, l’esercizio delle funzioni, delle azioni e delle attività del Centro di cui al comma 1.

6. Con uno o più decreti del Ministro per le politiche giovanili possono essere definite ulteriori e specifiche misure per l’attuazione delle disposizioni del presente articolo nonché le modalità inerenti all’organizzazione e alla funzionalità del Centro di cui al comma 1.

In coerenza e continuità con le finalità e gli obiettivi assegnati al servizio civile universale e al fine di sostenere compiutamente il progetto di potenziamento del servizio medesimo come previsto nel PNRR.

La sotto-misura intende ammodernare e rendere conformi ai nuovi standard sismico-energetici sia edifici pubblici che edifici di proprietà dello Stato e gestiti dal Demanio.

Mediante tali interventi, la sottomisura consente di recuperare gli edifici pubblici, ad oggi esclusi da una qualsiasi forma di finanziamento nell’ambito dellaricostruzione, per finalità coerenti con gli obiettivi del Programma Unitario Fondi Complementari Sisma 2009 e 2016 e per usi culturali, sociali e turistici promossi da enti pubblici e soggetti privati.

La sotto-misura, inoltre, intende intervenire per sostenere la realizzazione di sistemi centralizzati di produzione e distribuzione intelligente di energia e/o calore da fonti rinnovabili in contesti territoriali le cui caratteristiche geo-morfologiche rendono difficoltoso l’approvvigionamento energetico anche tradizionale.

In tale ottica, sono previste forme di sostegno per la creazione di comunità energetiche locali volte alla condivisione di energia elettrica da fonti pulite.

La sotto-misura coglie, altresì, le finalità del Piano Nazionale per l’energia e il clima, considerando che le azioni previste sono orientate a ridurre il consumo energetico e a favorire pertanto un migliore adattamento ai cambiamenti climatici. In particolare, incide nella riduzione dei “gas serra” rispetto al 2005,intervenendo sui consumi di combustibili fossili in ambito urbano, e incide nel consumo di energia da fonti rinnovabili, intervenendo su una migliore efficienza energetica attraverso sistemi innovativi di produzione e distribuzione.

La sottomisura si articola nei seguenti obiettivi realizzativi integrati e complementari tra loro:

1. rifunzionalizzazione, efficientamento energetico e mitigazione delle vulnerabilità sismiche di edifici e infrastrutture di proprietà dello Stato e gestite dal Demanio, attualmente in disuso, per usi culturali, sociali e turistici promossi da enti pubblici e soggetti privati, e di altri edifici ed infrastrutture pubbliche, ivi inclusi gli edifici strategici, nelle città e nei borghi (e.g. strutture destinate all’educazione, alla formazione e all’istruzione; strutture per la valorizzazione turistica, sportiva, sociale e ambientale; edilizia residenziale pubblica), per finalità coerenti con gli obiettivi del Programma Unitario Fondi Complementari Sisma 2009 e 2016. In tal senso, sono stati individuati alcuni edifici da rifunzionalizzare, da affidare con procedure di evidenza pubblica, anche ricorrendo a forme di partenariato pubblico/privato, per un costo totale di 100 MLN;

2. Rifunzionalizzazione, efficientamento energetico e mitigazione delle vulnerabilità sismiche di edifici temporanei del Comune di L’Aquila (“progetto Case”) e di altri edifici pubblici ai fini della realizzazione del Centro Nazionale per il Servizio Civile Universale), per un costo totale di 60 MLN;

3. realizzazione di sistemi centralizzati di produzione e distribuzione intelligente di energia e/o calore da fonti rinnovabili (e.g. nuovi centri di produzione e gestione di energia da biomasse, nuovi centri di produzione e gestione di energia da idro-elettrico, sperimentazione di impianti di produzione e distribuzione di idrogeno verde, impianti di geotermia), per un costo totale di 40 MLN;

4. supporto alla creazione di comunità energetiche locali per la condivisione dell’energia elettrica da fonti pulite a vantaggio di cittadini e imprese. La linea di intervento si rivolge ai comuni al di sopra dei 5.000 abitanti, alle associazioni di comuni e, per i comuni al di sotto dei 5.000 abitanti, integrando gli interventi per le comunità energetiche previsti e finanziati dal PNRR nazionale, per un costo totale di 35 MLN.

COMUNITÀ ENERGETICHE, RECUPERO E RIFUNZIONALIZZAZIONE DI EDIFICI PUBBLICI E PRODUZIONE DI ENERGIA/CALORE DA FONTI RINNOVABILI

Si intendono, inoltre, recuperare una parte degli edifici temporanei del cratere 2009 (progetto CASE) per la realizzazione del Centro Nazionale del Servizio Civile Universale.

ISTITUZIONE SCUOLA DI FORMAZIONE DEL CORPO NAZIONALE DEI VIGLI DEL FUOCO

Con Legge 30 dicembre 2020, n. 178 – “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”, all’art.1, è stato istituito il Centro di formazione territoriale dell’Aquila del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, come di seguito indicato nei seguenti commi:

901. Al fine di promuovere lo sviluppo dei territori abruzzesi colpiti dal sisma del 2009 mediante il rafforzamento delle capacità del sistema didattico, scientifico e produttivo, è istituito, nella città dell’Aquila, il Centro di formazione territoriale dell’Aquila del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

902. Il Centro di formazione territoriale dell’Aquila concorre, insieme con le altre strutture formative, all’attuazione delle politiche di formazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, di cui al capo IV-bis del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, anche per consentire, in via innovativa, l’acquisizione di capacità tecnico-manuali propedeutiche all’attività operativa mediante appositi moduli didattici nell’ambito del corso di formazione iniziale del personale del medesimo Corpo.

903. Con apposita convenzione, da stipulare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, tra il comune dell’Aquila e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono individuate e messe a disposizione del Centro di formazione territoriale le unità immobiliari di proprietà del comune dell’Aquila, tenendo conto anche del carattere residenziale della struttura formativa medesima.

904. Ai fini dell’attuazione dei commi 901 e 902, è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022, 2023 e di 1 milione di euro a decorrere dall’anno 2024.

Il centro prevede, in prima istanza, la necessità di strutture idonee alla formazione di 250 aspiranti vigili del fuoco ogni sei mesi, con la possibilità di ampliare l’intervento, in un secondo momento, fino a raggiungere una capacità ricettiva e formativa idonea ad ospitare fino a 750 allievi a semestre.

In quest’ottica, il gruppo di lavoro incaricato con decreto del Capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco n. 11 del 5 febbraio, ha predisposto uno studio preliminare per la realizzazione della nuova Scuola di Formazione dei Vigili del Fuoco dell’Italia Centrale nel complesso del progetto CASE di Sassa NSI. Esso prevede:

  • ●  la demolizione delle opere dichiarate inagibili (8 edifici) con conservazione delle piastre;

  • ●  la costruzione di spazi comuni sulle piastre liberate dalle opere inagibili;

  • ●  l’utilizzo di parte delle restanti opere per l’alloggio degli allievi e del personale di supporto alla

    formazione;

  • ●  l’utilizzo di parte delle corti per la realizzazione di impianti di formazione motoria

  • LA PIANIFICAZIONE CHE MANCA E CHE CHIEDEVO GIA’ NEL 2016

Il 25 febbraio 2016, il consiglio comunale dell’Aquila ha approvato un mio ordine del giorno con il quale si impegnava il Sindaco e l’amministrazione attiva ad elaborare, per l’intero compendio immobiliare dei progetti CASE e MAP, un piano finalizzato al graduale abbattimento degli edifici risultati inagibili o ritenuti non più utili e alla contestuale valorizzazione dei restanti, nella misura e con le modalità derivanti da valutazioni di carattere urbanistico, sociale e demografico. Indirizzo rispetto al quale l’attuale amministrazione non ha dato alcun seguito, ritrovandosi nella difficoltà di dare attuazione alla realizzazione della scuola di formazione del corpo nazionale dei vigili del fuoco a causa della resistenza di molti inquilini del progetto CASE di Sassa altrasferimento, che rischia di riproporsi anche rispetto all’opportunità offerta dal Centro nazionale del servizio civile universale.

Particolarmente interessante, ai fini di una gestione puntuale e sostenibile, nonché di una strategia a medio lungo termine di razionalizzazione del patrimonio esistente, è il dato relativo alle grandi differenze in termini di prestazioni energetiche emerse tra le varie tipologie costruttive.

Grafico 2 – Differenze percentuali di costo medio mq/anno per ditta costruttrice sulla media del Progetto CASE

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CONSIDERAZIONI FINALI

L’analisi condotta induce a rivolgere alcune domande all’amministrazione:

  1. Quanti alloggi si prevede verranno liberati nel corso dei prossimi anni grazie al rientro delle persone nelle proprie abitazioni ricostruite, e quanto tempo si stima ci vorrà per avere la disponibilità dei 2.500 alloggi necessari ad ospitare le ragazze e i ragazzi che si alterneranno nell’ambito del percorso di formazione del servizio civile universale? (attualmente ne risultano liberi poco meno di 698)

  2. Rispetto alle nuove esigenze, e alla disponibilità di 60 milioni stanziati attraverso il fondo complementare al PNRR, quanti alloggi tra quelli inagibili si valuta di poter recuperare e quanti invece si conferma di dover demolire?

  3. Si intende concentrare gli alloggi destinati agli allievi del Centro nazionale del servizio civile universale su alcuni insediamenti specifici oppure distribuirli su tutto il territorio comunale? E in entrambi i casi quali servizi integrativi occorre sviluppare?

  4. Cosa si intende fare con i MAP?

  5. Esiste una strategia di riconversione urbanistica delle aree che andranno necessariamente dismesse?

  6. Esiste un piano finalizzato ad una gestione finanziariamente sostenibile per l’ente comunale?


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