Buoni spesa, Di Giovambattista (Pd): “Comune renda disponibili aiuti”

di Redazione | 02 Aprile 2020 @ 10:38 | ATTUALITA'
Emanuela Di Giovambattista
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L’AQUILA – “I 368 mila euro per i buoni spesa e generi alimentari stanziati dal Governo per il Comune dell’Aquila, sono un cifra importante ed anche unica. Non c’era mai stato, fino ad oggi, un finanziamento per l’emergenza sociale in altri eventi calamitosi e con la forma dell’ordinanza, utilizzata appunto per rendere le procedure celeri e non assoggettate alle lente maglie della burocrazia. Ora il Comune dell’Aquila non deve vanificare questo sforzo di celerità e deve rendere immediatamente disponibili questi aiuti. Massima informazione e diffusione, celerità e trasparenza delle procedure sono i principi che devono guidare questa azione”.

Lo scrive Emanuela Di Giovambattista, segretario comunale Pd.

“Vanno individuati subito i destinatari di questo intervento – dice -: cittadini che non percepiscono uno stipendio a causa dell’emergenza Covid 19; che non percepiscono altre forme di sostegno pubblico o in cui tali sussidi siano di scarsa entità o siano stati sospesi, revocati o decaduti; che non percepiscono altre forme di reddito (esempio affitti) e non detentori di depositi bancari o postali oppure in cui questi ultimi siano di scarsa entità. Il contributo può essere modulato sulla base del numero dei componenti del nucleo familiare (dai 200 ai 500 euro), riparametrabile sulla base del numero delle domande, e può essere integrato da una quota variabile (da 50 ai 150 euro) se nella famiglia sono presenti neonati o bambini piccoli e persone con particori problematiche alimentari (celiachia)”.

“Deve essere usata la forma dell’autocertificazione – aggiunge -, con un controllo rapido della veridicità delle informazioni sulla base degli elenchi già a disposizione del Comune sulle famiglie con disagio economico, e incrociando i dati con quelli a disposizione di altri enti (Inps, Agenzia delle entrate) ed un successivo controllo ex post più accurato”.

“Si possono programmare due linee di intervento – conclude -, buoni spesa da spendere presso gli esercizi commerciali che si rendono disponibili e che devono essere resi noti sui mezzi di informazione e sui canali istituzionali; fornitura diretta di generi alimentari, da rivolgere soprattutto a persone che hanno difficoltà negli spostamenti (persone sole, nuclei monogenitoriali e senza una rete sociale di riferimento) attraverso la rete del terzo settore, che ha un’importante competenza nell’area dell’inclusione sociale e di cui la nostra città è ricca, che potrebbe essere utilizzata anche come sportello di prossimità per l’acquisizione delle domande. La maggior parte dei Comuni lo hanno già fatto. Manca solo il nostro. Cosa si aspetta?”.


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