Buoni spesa, Corneli (M5s): “Comune L’Aquila ritiri delibera”

di Redazione | 07 Aprile 2020 @ 13:33 | ATTUALITA'
valentina corneli
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“Ho evitato di farlo nel giorno del ricordo, ma ora devo intervenire nel dibattito sulla delibera approvata dal Comune dell’Aquila per l’accesso alla misura dei ‘buoni spesa’, pensata dal Governo per i cittadini più in difficoltà in questo momento di emergenza. La delibera prevede come requisito per l’accesso la ‘residenza’ nel Comune e non il ‘domicilio’, come avvenne a ridosso del sisma del 2009, oltre ad escludere gli stranieri non in possesso del permesso di soggiorno di lunga durata. La delibera pertanto viola quanto disposto dall’art. 41 del Tu sull’immigrazione. Eppure si tratta di una somma consistente e più che capiente, oltre 368 mila euro destinati solo al predetto fine, che peraltro concorrerà con altre risorse come Reddito di Cittadinanza, Naspi etc., quindi davvero non si vedono motivi per puntare all’esclusione di intere categorie di potenziali percettori”.

Così l’onorevole pentastellata Valentina Corneli in una nota.

“Ho letto che il Centrodestra ha giustificato questa scelta facendo riferimento proprio al reddito di cittadinanza, una misura che hanno sempre attaccato raccontando (la bugia) che andava “agli stranieri”, mentre oggi improvvisamente diventa per loro un modello di rigore – scrive -. Ebbene, è vero che i criteri di accesso al Rdc sono molto rigidi, ma ciò dipende dal fatto che il Rdc è una misura di reinserimento sociale e non una misura meramente assistenziale ed emergenziale come questa dei buoni spesa”.

“Inoltre – aggiunge – escludere a priori dal beneficio le fasce in assoluto più deboli della popolazione (dagli stranieri senza assistenza ai senzatetto), oltre a non avere nulla di ‘cristiano’, ed è emblematico che la delibera sia stata approvata proprio durante questa settimana che per tutti i credenti è il fulcro della cristianità, mi sembra anche inopportuno”.

“Da addetta ai lavori, ritengo che la delibera sia passibile di ricorsi, chiedo pertanto al sindaco dell’Aquila di agire in autotutela altrimenti oltre al danno di immagine che la loro propaganda ormai da tempo arreca alla città, si potrebbe incorrere anche in un danno erariale”, conclude.


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