Bullismo nella scuola e aggressività sociale tra i temi affrontati ieri da Papa Francesco

di don Daniele Pinton | 07 Febbraio 2022 @ 18:25 | CREDERE OGGI
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Il bullismo nella scuola, è uno dei temi, che Papa Francesco ha affrontato, durante l’ampia intervista concessa ieri sera a Fabio Fazio, nella trasmissione “Che tempo che fa”, ma anche il problema dell’aggressività sociale, in cui il Santo Padre ha ricordato che ‘è cresciuto il numero dei suicidi giovanili’.

Il Papa, ha ricordato quanto è importante il ruolo della scuola per la sana crescita dei giovani. Oggi, afferma il Santo Padre, ‘l’aggressività che scoppia, pensa nella scuola il bullying (bullismo, ndr.), è un problema sociale. Quest’aggressività nostra, va educata, con la parola, con il dialogo”.

E il problema del bullismo e dell’aggressività tra adolescenti e giovani, è un fenomeno che riguarda anche la nostra Città di L’Aquila, che nel tardo pomeriggio di sabato 5 febbraio, con un centro storico affollato di ragazzi e giovani, ha visto una rissa proprio tra due giovanissimi, con il ferimento di uno dei due ragazzi e il suo trasferimento in ospedale. (L’aquila, rissa in centro).

Il Papa di fronte a questo fenomeno triste, sempre più in crescita, ha esortato le famiglie a tornare a parlare coi ragazzi. 

A tal proposito, rispondendo alle sollecitazioni di Fabio Fazio, papa Francesco, afferma che in una ‘società crudele che si stacca dai figli’, la vera soluzione è quella di avere genitori che vivano ‘la gratuità con i propri figli: giocare con i figli e non spaventarsi dei figli, delle cose che dicono, delle ipotesi, o anche quando un figlio, già più grande, adolescente, fa qualche scivolata, essere vicino, parlare come padre, come madre. La vicinanza. I genitori che non sono vicini ai figli, che per stare tranquilli ‘Ma prendi la chiave della macchina, vai’ questi non fanno bene. I genitori devono essere, mi permetto la parola, quasi complici con i figli. Quella complicità genitoriale che fa che crescano insieme padri e figli. E questo è tanto bello”.

Proseguendo la sua riflessione, il Santo Padre ha affermato, che ‘tutti abbiamo il diritto ad essere perdonati”, e parlando del rispetto verso le persone, si è soffermato anche sul tema del del perdono verso chi ha fatto un torto, anche questa soluzione, per far fronte alla violenza dilagante non solo tra adolescenti e giorvani, ma che coinvolge un po tutte le le età e realtà sociali, affermando che: ‘lo sguardo dall’alto in basso non è lecito, mai: è lo sguardo di chi domina. Dio ci ha fatto buoni ma liberi, la libertà è quella che ci permette di fare tanto bene ma anche tanto male, siamo liberi. Siamo liberi e padroni di prendere le nostre decisioni, anche sbagliate. La capacità di essere perdonato è un diritto umano, tutti abbiamo il diritto di essere perdonati se chiediamo il perdono. Abbiamo dimenticato che chi mi chiede il perdono ha il diritto di essere perdonato, se si ha qualche debito con la società va pagato ma col perdono. Il padre del figliol prodigo aspettava il figlio per perdonarlo’.

 


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