Brigata Maiella, addio a Vincenzo Conicella

di Redazione | 12 Aprile 2023 @ 21:02 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “La Fondazione Brigata Maiella comunica la scomparsa, a 97 anni, di Vincenzo Conicella. Originario di Torricella Peligna, era nato il 2 giugno 1926. Si era arruolato nella Banda dei Patrioti della Maiella il 16 gennaio 1944 con matricola 226. Aveva partecipato alle prime operazioni per la liberazione dei comuni più prossimi dell’Aventino ed era rimasto nelle fila della formazione fino a marzo 1944. Dopo una breve pausa, era rientrato nell’organico nel giugno del 1944 rimanendo in attività fino al termine delle operazioni, ufficializzato a Brisighella il 31 luglio 1945. 

Ultimata l’esperienza partigiana con la Brigata Maiella, Vincenzo era passato brevemente in servizio con il Gruppo di combattimento “Mantova” per decidere, infine, di unirsi al destino di quanti dovettero espatriare per vivere onestamente, impiegandosi in miniera in Belgio nel dopoguerra. 

Furono lezioni dure di vita, quelle della guerra di liberazione e dell’espatrio per Vincenzo. Intervistato dalla Fondazione Brigata Maiella, era l’unico degli ex combattenti che affermava, con serenità, che se fosse stato possibile tornare indietro non avrebbe fatto di nuovo le stesse scelte, esplicitando il rifiuto totale della guerra maturato nelle traversie della vita. 

Del resto – raccontava – il suo fu un arruolamento rocambolesco. Alla macchia da giovanissimo, per sfuggire alle razzie di uomini e di masserizie dei tedeschi nella natia Torricella Peligna, con la famiglia sfollato a Casoli, era entrato in contatto con i partigiani della Maiella che gli avevano fornito scarpe e sale. Così era cominciata la sua avventura con la Maiella. Ma ci teneva anche a concludere che nella Brigata Maiella aveva scoperto e fatti propri i più alti principi di giustizia e di libertà senza i quali viene meno il significato stesso della vita.

“La scomparsa di Vincenzo, all’indomani del 25 aprile – sottolinea il Presidente della Fondazione Brigata Maiella, Nicola Mattoscio – è un’occasione di dolore che ci spinge ad interrogarci sul modo in cui intendiamo interpretare ancora il grande patrimonio di ideali ereditati dall’esperienza di combattenti di uomini come Conicella su come avvicinare i più giovani a quella storia”. 


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