Botta e risposta politico su inquilini Ater, Romano e Palumbo a Santangelo: “È ora di mettersi a lavoro”

di Redazione | 17 Gennaio 2021 @ 17:49 | POLITICA
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L’AQUILA – “Il botta e risposta politico rischia sempre di piegare un dibattito legittimo e di attenzione alle problematiche del territorio in una banale strumentalizzazione; una situazione tanto più frequente quando si interviene superficialmente come fa Santangelo senza spiegare non a noi, ma alla cittadinanza il motivo per cui l’equo canone agli inquilini Ater non abbia trovato riscontro concreto nell’annualità 2020 e quello per cui né dall’assessore Bignotti né dal Comune si registra la stipula di un’opportuna convenzione con l’Ater per fruire delle (eventuali) risorse. Convenzione che lo stesso assessore nei mesi scorsi aveva annunciato in una nota stampa”. Così Paolo Romano, Capogruppo IV in consiglio comunale, e Stefano Palumbo, Capogruppo PD in consiglio comunale.

“L’invito a leggere la Legge di Stabilità che ci è pervenuto da parte di Santangelo, lo trasformiamo in un invito a un maggiore approfondimento. Quanto scritto nell’allegato 3 della Legge di Stabilità che lui cita pone l’attenzione su una norma che è di per sé inattuata e inattuabile. A dirlo non siamo noi ma la stessa Regione. Le risorse relative all’articolo 2 della L.R. 32/2020 per essere utilizzate avrebbero dovuto essere prima attestate come maggiori entrate dalla giunta regionale e poi essere variate per il fine deciso dell’equo canone. Azioni amministrative che in teoria avrebbero dovuto essere fatte entro il 30 novembre come da legge e non il 15 dicembre come richiesta pervenuta agli uffici: nella sostanza non ci sono state variazioni di bilancio in tal senso, trasformando l’intervento emendamentivo in pura propaganda senza sostenibilità finanziaria”.

“Purtroppo eravamo stati già facili profeti, quando in consiglio comunale si era espressa preoccupazione per l’intervento tardivo in confronto alle leggi regionali cura Abruzzo e per la difficoltà di impegnare quelle somme entro il 2020. La preoccupazione risiede così anche per le annualità 2021/2023 per il  rischio di eventuali osservazioni del Mef a causa della mancanza di copertura finanziaria. È ora di mettersi seriamente al lavoro per risolvere problematiche che da troppo tempo aspettano una soluzione percorribile”, concludono.

 

 


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