Borse di studio universitarie Abruzzo, ci risiamo: duemila “idonei non beneficiari”

di Alessio Ludovici | 08 Febbraio 2021, @04:02 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Anche in pandemia c’è bisogno di certezze, in Italia, e in Abruzzo, la lista degli idonei non beneficiari delle borse di studio universitarie è purtroppo un classico intramontabile. “Neanche l’emergenza COVID – spiegano gli studenti dell’Unione degli Universitari –  con la sua conseguente crisi economica e sociale, ha potuto far sì che la regione Abruzzo stanziasse i fondi necessari per assicurare a tutti gli studenti universitari idonei la propria borsa di studio.”
Quella dell’idoneo non beneficiario è una bizzarria tutta italiana. Una delle tante. Un po’ come la differenza tra “severamente vietato” e il “vietato”. Come dire, se nel resto d’Europa una cosa è vietata è vietata qui non è mica detto. 
“Anche quest’anno – prosegue la nota di UDU L’Aquila, Udu Teramo e Associazione 360 Gradi Chieti-Pescara – esattamente come i precedenti, ci troviamo a denunciare questa situazione. A causa della mancanza di fondi regionali, circa 2000 studenti non sanno se avranno i mezzi per continuare a studiare. La situazione quest’anno è ancora più beffarda, soprattutto per gli studenti fuorisede, che in alcuni casi dovranno pagare l’affitto della propria casa per seguire la didattica a distanza senza avere i mezzi economici per farlo. Come , richiediamo che con assoluta urgenza la Regione intervenga e assicuri le risorse necessarie per erogare tutte le borse di studio.”
Si tratta di studenti che hanno diritto alla borsa di studio, l’hanno vinta, con merito, eppure gli viene negato il basilare diritto agli studi universitari. 
“Noi pensiamo che il diritto allo studio e l’istruzione dovrebbero essere una priorità per la nostra regione che invece anno dopo anno sottostima o ignora le esigenze degli studenti universitari. Di tutti gli aspetti riguardanti il diritto allo studio, quello delle borse è il tema più importante e più urgente da affrontare: non è pensabile che ogni anno in bilancio a dicembre non siano previste neanche le risorse minime obbligatorie per legge.”

Tutto cambia affinché nulla cambi

“Sentiamo dire e leggiamo ovunque che per l’Italia è questo un momento storico, viste le ingenti risorse economiche messe a disposizione dall’Europa per programmare e progettare una rinascita economica e sociale.” Su scuola, università e ricerca ci si aspetta in effetti un radicale cambio di rotta dal nuovo governo, almeno stando alle indiscrezione che filtrano sul Recovery plan che scriverà il governo Draghi se nascerà.

“Il diritto allo studio e l’istruzione dovrebbero essere considerati prioritari come campi di investimento, ma la volontà politica di procedere in questo senso dovrebbe essere visibile nella quotidianità degli atti e delle scelte su tutto il territorio nazionale. Ci auguriamo e speriamo che sia finalmente arrivato il momento di un cambio di rotta, sia localmente sia nazionalmente.” L’augurio, effettivamente, è che prima o poi espressioni come idoneo non beneficiario diventino un lontano ricordo. 


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