ROSETO DEGLI ABRUZZI – “Oggi celebriamo una piccola ma pima vittoria che appartiene a tutti noi – si legge nella nota a firma di Marco Borgatti presidente guide del Borsacchio – un risultato che dimostra il potere della voce collettiva e dell’impegno condiviso. Le Guide del Borsacchio, unite ad altre 300 associazioni e sostenute da oltre 30.000 cittadini che hanno firmato l’appello per la sua salvaguardia, hanno lanciato una sfida di fronte a una decisione ingiusta. Cancellare di fatto una riserva violando le norme nazionali di coinvolgimento.
Insieme, abbiamo battuto il tamburo della solidarietà e della determinazione, richiamando l’attenzione della Regione Abruzzo e della nazione intera, sul valore inestimabile della Riserva Borsacchio. La nostra voce è stata la forza di una idea nuova di futuro sostenibile e in armonia fra le parti e la natura. La Regione ha risposto , per non fare impugnare al governo la legge che ha cancellato la riserva borsacchio alla corte costituzionale, che tutto viene congelato e ripristinato ai vecchi confini in attesa di nuove proposte e un confronto vero come legge prevede con associazioni (vere) residenti ed enti locali.
Sono vent’anni che ci battiamo per attivarla. 18 progetti di ricerca e tutela per salvare le specie protette, oltre 20000 turisti l’anno per farla amare in oltre 60 eventi annuali. Questo per dimostrare che la riserva è un tesoro.
Se da umili volontari senza contributi o denaro si può tutto questo immaginate cosa sia possibile con una gestione una pianificazione e dei fondi.
Con il congelamento del taglio della riserva, la Regione Abruzzo dimostra, tardivamente, che il territorio va ascoltato. La popolazione locale non è un social sponsorizzato con decine di migliaia di euro da un singolo portatore di interessi privati. Questo successo è un testimone del potere della collaborazione e della passione nel difendere ciò che amiamo.
Ma la battaglia non è ancora finita. Siamo solo all’inizio di un nuovo capitolo, e dobbiamo rimanere uniti e determinati nel nostro impegno. Continueremo a vigilare, a partecipare attivamente alle discussioni e a promuovere una gestione equa e sostenibile della riserva Borsacchio. Saremo in regione al primo consiglio.
Ricordiamo che dietro ogni ettaro di natura c’è una storia da proteggere, un patrimonio da custodire per le generazioni future. La nostra lotta non riguarda solo uno spazio fisico, ma il cuore pulsante della nostra comunità e la nostra connessione con la terra che ci circonda. Un patrimonio condiviso fra cittadini , agricoltori e fruitori.
Non è la questione quanto è grande una riserva. Ma come viene gestita, progettata e finanziata. Se queste condizioni sono arrivate una riserva è un tesoro per l’ambiente, per i residenti, per il turismo sostenibile e una forma di ricchezza collettiva , anche per agricoltori. Se non gestita e pianificata anche un ettaro è troppo. Se è ben gestita e pianificata tutti vogliono entrare.
La riserva per vent’anni non ha avuto tutto questo. Ora è il momento.
L’unica soluzione rapida per la Regione Abruzzo è ripristinare i confini ed adottare il pan e ad aprire dopo qualche anno anche una revisione ma prima bisogna partire per sbloccare finalmente la situazione per residenti associazioni per la natura e per il benessere comune. Modificare un solo ettaro di confine significa aspettare altri anni almeno 8 per riavere un nuovo Pan ed una nuova gestione. Tutto è già pronto Non esiste un solo motivo per allungare ancora di anni la soluzione nell’interesse di tutti agricoltori compresi, quelli veri.
Ringraziamo tutti coloro che si sono uniti a noi in questa battaglia, e incoraggiamo chiunque creda nella salvaguardia dell’ambiente a continuare a sostenere questa causa.
Insieme, possiamo farcela a salvare il territorio”.
AGGIORNAMENTO
Legambiente: “Borsacchio è arrivato il momento del tavolo!“
Con la fine della campagna elettorale ed il congelamento del taglio del Borsacchio da parte della Regione, è arrivato il momento si sedersi seriamente al tavolo per ridare dignità alla Riserva.
E’ questa l’occasione anche per rimettere al centro dell’agenda regionale il ruolo centrale delle aree protette per perseguire gli obiettivi della Strategia per la biodiversità e del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc).
L’Abruzzo, in quanto Regione verde d’Europa e di APE, deve fare un passo importante nel sostenere il legame tra tutela ambientale e sviluppo sostenibile, aprendo la partecipazione territoriale al tavolo e rafforzando il confronto tra tutti i portatori di interesse, a partire dall’agricoltura che in questi ultimi anni, trae la sua forza, qualità e crescita proprio dalla biodiversità.
“La vicenda della Riserva del Borsacchio – dichiara Silvia Tauro, Presidente Legambiente Abruzzo- ha evidenziato ancora una volta le forti contraddizioni sul ruolo delle aree protette sul nostro territorio. Ora è responsabilità della politica non solo convocare immediatamente al tavolo i portatori d’interesse per definire definitivamente la vicenda del Borsacchio, ma avviare un processo condiviso di valorizzazione delle aree protette a partire da una riforma della legge regionale 38/96 che sburocraticizzi i processi di istituzione e gestione rendendoli realmente partecipati.”
“L’Abruzzo deve continuare ad essere un modello di coesistenza tra le necessità della conservazione – ribadisce Donatella Pavone, direttrice Legambiente Abruzzo – e quelle di uno sviluppo sostenibile anche a livello sociale ed economico. Le strategie di adattamento al cambiamento climatico oggi devono essere strategie comuni di crescita e programmazione territoriale e le aree protette del nostro territorio continuano ad essere il laboratorio più importante in cui sperimentare e realizzare questo cambiamento necessario.”
AGGIORNAMENTO
Borsacchio, Sottanelli (Azione): “Figuraccia di chi voleva strumentalizzare la Riserva per fini elettorali”
“Dopo il ministero della Cultura anche il Consiglio dei ministri sconfessa e impugna il provvedimento contenente l’emendamento che ha ridotto l’estensione della Riserva naturale del Borsacchio da 1.100 ettari a soli 24,7 ettari. Era veramente necessario attendere la minaccia di ricorrere alla Corte Costituzionale per far sì che il Governatore Marsilio, mal consigliato dai propri Consiglieri regionali a pochi mesi dal voto, prendesse in mano la situazione e ristabilisse il corretto processo democratico?”. Lo dichiara Giulio Sottanelli, deputato abruzzese di Azione, che aggiunge: “Il Consiglio dei ministri non ha potuto non prendere atto dell’illegittimità costituzionale della norma che interveniva sulla Riserva, per violazione dell’art. 117 della Carta. Un tema che io avevo sollevato settimane fa con un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e degli Affari regionali, ricordando proprio come la Consulta avesse già altre volte dichiarato costituzionalmente illegittime norme introdotte da leggi regionali che prevedevano la modifica della perimetrazione di parchi e riserve regionali senza il coinvolgimento degli enti locali. Bastava attenersi a questo, ma a quanto pare i Consiglieri regionali firmatari avevano evidentemente bisogno di una legge spot in campagna elettorale e sono andati avanti lo stesso. Passato il voto, è arrivata ora la retromarcia. Ciò che conta di più adesso – conclude Sottanelli – è tornare a parlare del futuro di questa Riserva ed approvare il PAN, per donare da un lato alla comunità della Provincia di Teramo un luogo attrattivo per il turismo sostenibile e lo sport all’aria aperta, dall’altro agli agricoltori un brand riconoscibile sulla loro produzione agricola su cui poter sviluppare i propri piani di sviluppo economici e metterli in condizione di poter attingere a finanziamenti destinati alle aree protette”.









