Borsacchio, 21mila firme e proteste all’Emiciclo. Ma il Consiglio vota no a ripristino riserva originale

di Alessio Ludovici | 31 Gennaio 2024 @ 06:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Niente da fare, per il momento, per la Riserva del Borsacchio. Il Consiglio regionale, riunito ieri all’Aquila, ha respinto l’emendamento presentato dalle opposizioni di centrosinistra e M5S, di abrogare la legge con la quale nelle passate settimane la stessa Assemblea ha approvato la norma che riduce da 1.100 ettari a 22 ettari l’area della riserva marina del Borsacchio, al confine tra Roseto degli Abruzzi e Pineto, in provincia di Teramo.

In mattinata c’era stato un sit-in proprio per sollecitare un passo indietro della maggioranza di centrodestra ed è stata anche l’occasione per consegnare le oltre 21mila firme raccolte dalle associazioni ambientaliste e dalle stesse guide della Riserva.

Una decisione che ha causato una levata di scudi delle forze politiche, delle associazioni ambientaliste e degli stessi territori. A votare contro il ripristino la maggioranza di centrosinistra attaccata duramente dal consigliere regionale del Pd Dino Pepe, il quale, tra le altre cose, ha sottolineato l’assenza di prese di posizioni dei consiglieri regionali della provincia di Teramo.

Oltre 260 le associazioni, comprese quelle di categoria, sindacati e confederazioni del settore commerciale, turistico e lavorativo, che hanno sostenuto l’iniziativa con ben 700 firme arrivate solo dalla frazione di Cologna Spiaggia, segno del legame con la riserva in quella zona.

“Le firme – spiega Marco Borgatti, presidente dell’associazione delle guide del Borsacchio – sono state consegnate alla Regione. Le notizie false diffuse risultano ora più chiare. Le osservazioni al Piano di Assetto Naturalistico (PAN) presentate dai non residenti non trattano dell’agricoltura, consentita anche durante il periodo di vincolo, ma si concentrano su strutture alberghiere, turistiche, spa, appartamenti e piscine. È ora evidente ,visto che il vincolo paesaggistico viene sempre richiamato , è uno strumento che non ferma queste richieste. Basti pensare che il lungomare di Roseto ha lo stesso vincolo paesaggistico e non impedisce alberghi o grandi strutture.  In sostanza i proprietari non residenti chiedono una sorta di lungomare alberghiero con strutture , spa e piscine.”


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