Bonus alimentare, Passo possibile: riaprire il bando in autotutela

di Redazione | 23 Aprile 2020 @ 18:10 | POLITICA
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L’AQUILA – “A seguito della sentenza del Tar relativa alla procedura per l’erogazione dei buoni spesa assistiamo ad un rimpallo di responsabilità da parte del sindaco che, oltre ad apparire totalmente fuori luogo in un contesto come quello che stiamo vivendo, mina la dignità della carica con una contrapposizione infantile ad un atto, quello del Tar, che non fa altro che sancire un’illegittimità di palese evidenza”.

Ad affermarlo sono i consiglieri comunali Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Antonio Nardantonio e Americo Di Benedetto (Gruppo consiliare il Passo Possibile) e Fabrizio Ciccarelli (presidente dell’Associazione il Passo Possibile).

“Il Tar ha ritenuto talmente fondata la questione, nel fumus boni iuris e nel danno, da esprimersi inaudita altera parte nella sospensiva. Ci eravamo già espressi, in tempi che avrebbero permesso all’amministrazione di evitare la presente impasse, sull’inopportunità di segnare confini burocratici di fronte a esigenze sociali di tale rilevanza e urgenza”.

“Consci però che oggi, più che la soddisfazione di vedersi riconosciute le proprie ragioni, è necessario agire per il bene della cittadinanza, chiediamo al sindaco di procedere alla riapertura del bando in autotutela modificandolo nello spirito della sospensiva del Tar e di istruire in maniera conforme alla stessa le domande già inoltrate”, continuano.

“Si fa presente, infine, che l’esiguità dell’eventuale maggiore spesa, in un momento come questo, non rappresenterebbe un ostacolo opponibile alle ragioni di un tale agire, ancor più alla luce della necessità, già presente, di dover reperire maggiori risorse, vista l’insufficienza di quelle attuali. In questo modo si eviterebbero inutili e pretestuosi conflitti sociali riconducibili alla genesi dei richiedenti”.

“Il momento che stiamo vivendo – aggiungono – potrebbe approdare ad una crisi economica di portata storica e, quindi, ora più che mai, il compito di chi amministra deve essere la tutela della cittadinanza, non la trasformazione di ogni vicenda in una guerra identitaria sulla pelle di chi, non potendo difendersi da solo, viene messo al centro di battaglie di principio che hanno il sapore di schermaglie di pura appartenenza politica”.

“Non per ultimo la soluzione proposta non solo rappresenta la più celere per soddisfare le esigenze di tutti, pochissimi giorni vista l’urgenza, ma eviterebbe il susseguirsi di numerosi ricorsi le cui spese legali sarebbero sicuramente maggiori di qualunque altro esborso in capo al Comune per soddisfare tutte le legittime esigenze. Quando si tratta di erogazione di contributi alimentari, per chi è nel bisogno, la tempistica è un fattore determinante e dovrebbe sollecitare tutti a mettersi una mano sulla coscienza”, concludono.


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