«Un’ennesima beffa travolge i cittadini aquilani e in particolare coloro che dopo la sentenza di primo grado del 22 ottobre 2012 nel processo Grandi Rischi, avevano beneficiato dei risarcimenti previsti a seguito della morte dei loro congiunti per causa delle ‘rassicurazioni’ che indussero erroneamente molte persone a rimanere in casa nella notte fra il 5 e il 6 aprile del 2009 e che morirono a causa del sisma».

È quanto afferma la Sen. Enza Blundo a margine del suo intervento in aula del 10 maggio us.

«Lo stato chiede indietro 8 milioni di euro, ai familiari delle vittime di un terremoto che provocò ben 309 morti e la distruzione del tessuto economico-sociale del capoluogo abruzzese e che furono erogati per l’iniziale condanna di tutti i componenti della Commissione Grandi Rischi, poi prosciolti dalla sentenza d’appello, pur rimanendo confermata la condanna ad uno dei componenti, Bernardo De Bernardinis, che ne faceva parte all’epoca».

«Anche se – prosegue la cittadina al Senato – giuridicamente può essere corretto chiedere la restituzione delle somme dato che la sentenza d’appello e la Cassazione hanno ribaltato la condanna in primo grado, assolvendo sei dei sette membri, ciò che lascia sbigottiti è che tale richiesta venga fatta anche aggiuntiva degli interessi maturati e amareggia non solo coloro che hanno perduto figli, genitori e persone care nella notte del terremoto, ma addolora una intera cittadinanza e per i superstiti delle famiglie distrutte dal terremoto non è stato mai previsto alcun indennizzo o pensione».

«Con il Movimento 5 Stelle siamo sempre stati e continueremo a stare al fianco dei familiari delle vittime che sono state ignorate e trascurate nei loro diritti e che in questi giorni si sono visti piombare addosso quella che potrebbe rivelarsi l’ennesima umiliazione da parte di uno Stato incapace di proteggere i propri cittadini e auspichiamo una concreta quanto immediata rinuncia a tale immorale richiesta» – conclude Blundo.

Commenti

comments