Bilancio Abruzzo: la Corte dei Conti chiede il monitoraggio della capacità di spesa

di Marianna Gianforte | 14 Gennaio 2022 @ 06:00 | POLITICA
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L’AQUILA – Un bilancio di previsione dal peso di 5 miliardi di euro quello approvato, in zona Cesarini, l’ultimo giorno dell’anno dal Consiglio regionale. Una gestazione complessa frenata e resa ancor più tortuosa dallo stop al piano di rientro – così come disegnato dalla Giunta regionale – , arrivato dalla Corte Costituzionale a sparigliar le carte a pochi giorni dal voto. Ma, alla fine, nella notte del 31 dicembre il Consiglio ha approvato con i soli voti della maggioranza legge di stabilità 2022 e bilancio di previsione 2022/2024. Intanto la Corte dei Conti chiede alla Regione un monitoraggio puntuale e mensile della capacità di spesa di servizi e settori. 

Accolte, dunque, le indicazioni dei giudici costituzionali, che avevano bocciato – a inizio dicembre e a progetto economico finanziario quasi chiuso – la rateizzazione del piano di rientro a 20 anni ed esigendo la riduzione della metà del tempo, dieci anni, è stato necessario individuare le risorse necessarie per colmare l’incremento, così determinato, del piano di rientro. Una restrizione che «avrebbe messo in ginocchio qualsiasi amministrazione regionale», sottolinea l’assessore al Bilancio Guido Quintino Liris, «la Regione Abruzzo ha saputo evitare invece l’esercizio provvisorio andando a guardare all’interno delle maglie dei dipartimenti» per cercare il “posto” giusto in cui tagliare senza intaccare i servizi essenziali dei cittadini.

Il bilancio di previsione, spiega Liris, non lascia scoperto alcun settore strategico o “delicato”, come il sociale e la sanità:

Il piano di rientro è stato sofferto ma non abbiamo lasciato debiti. Abbiamo a disposizione 49 milioni di euro in meno ma non per questo avremo meno servizi. Costante sarà il monitoraggio della spesa, considerando pure che andrà adottato un piano di rientro nel rispetto della normativa vigente e della decisione della Corte Costituzionale e, se necessario, apporteremo con tempestività le dovute modifiche al fine di garantire il mantenimento del rispetto degli equilibri di bilancio.

L’assessore chiarisce, infatti:

Abbiamo stretto un accordo con la Corte dei Conti: la Regione avvierà un’attività di monitoraggio per verificare mese per mese quali servizi e dipartimenti avranno capacità di spesa, premiando quelli che hanno capacità e riservare fondi non spesi per le parti cruciali del programma.

Critiche molto dure al documento di bilancio sono arrivate dalle opposizioni in Consiglio regionale. Il centrosinistra ha bocciato il documento definendolo “confuso e pieno di lacune” e accusando la Regione guidata da Marco Marsilio di aver lasciato l’Abruzzo fermo a tre anni fa. Per i consiglieri Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto, Sandro Mariani e Marianna Scoccia:

Non è mai accaduto negli ultimi anni che l’Abruzzo approvasse così tardi il Bilancio di previsione, un oggetto misterioso per tutti, revisori compresi, a causa dell’impossibilità di analizzare i documenti e della mancanza di parti essenziali, come il piano di rientro dal deficit. Ritardi e confusione per un documento che presentava vizi di legittimità già in partenza, a causa proprio della mancanza del piano di rientro del disavanzo, essenziale per capire che tipo di sacrifici aspettano la comunità in termini di servizi nei prossimi mesi.

I fondi delle cartolarizzazioni usati per coprire le “omnibus”, i conti in rosso sulla sanità, tanto da portare l’assessore persino a rimpiangere il commissariamento, i tagli al sociale, all’agricoltura, alla pesca, le risorse non reintegrate per i trasporti e la mancanza di una programmazione capace di restituire respiro e prospettivo all’Abruzzo anche attraverso il sostegno alle imprese. Scelte calate ancora una volta dall’alto, secondo la tradizione del centrodestra di non condividerle con le parti sociali.

Netta anche la posizione del Movimento 5 stelle:

La Giunta Marsilio e la sua maggioranza hanno dimostrato di non saper fare programmazione per il futuro della nostra regione e di navigare a vista. Una cosa tanto più grave alla luce della recrudescenza della pandemia che ha colpito anche il Consiglio regionale.

Per la capogruppo Sara Marcozzi, in particolare:

Le difficoltà dovute ai due anni di emergenza sanitaria causata dal nuovo coronavirus non sono sufficienti a giustificare i tre anni di legislatura in cui non si è cambiato niente. A questo bilancio manca un documento essenziale quale il piano di rientro dal deficit di oltre 360 milioni di euro; una lacuna gravissima, denunciata anche dal Collegio dei revisori dei conti, che mette in pericolo quanto previsto finora, rischiando di far pagare le conseguenze agli abruzzesi.

Non è stata ancora presentata la rete ospedaliera, e anche su questo siamo in enorme ritardo, mentre l’emergenza Covid-19 corre veloce e le code per i tamponi sono infinite. Non ci sono fondi sufficienti per l’edilizia popolare e nemmeno vediamo risorse sulla Film Commission, gettando al vento altre occasioni per promuovere la nostra regione. Non c’è alcuna pianificazione per i prossimi anni. Soltanto grazie all’atteggiamento tenuto dal Movimento 5 Stelle e da tutte le opposizioni si è potuto evitare l’esercizio provvisorio.


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