Biblioteche, mense e sale studio si ripensano con la pandemia, la situazione all’Aquila

di Alessio Ludovici | 15 Settembre 2020 @ 06:48 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Per chi non lo sapesse in quarantena quest’anno non ci sono finite solo le persone, ma anche i libri delle nostre biblioteche, sia quelli che uscivano in prestito sia quelli in consultazione. Proprio così, è successo in tutto il mondo e anche in Italia e anche all’Aquila, alla Tommasi c’era una stanza dedicata appositamente alla quarantena dei libri. Con gli ultimi decreti le cose si sono un po’ allentate. 

E’ complessa la questione delle riaperture. Le biblioteche, come le sale studio, sono state chiuse, poi riaperte per garantire almeno i servizi di prestito. 

All’Aquila, per studiare, prima della pandemia c’erano tra le altre, oltre la Tommasi e l‘archivio di Stato, le biblioteche universitarie, le aule e le sale studio d’ateneo, e altre, sempre superaffollate, organizzate dal volontariato come quella di Murata Gigotti a Coppito ad esempio o quella dello Spazio Praxis in centro. C’erano poi le strutture dell’Adsu, come il cosiddetto Canada e il nuovo polifunzionale restaurato dopo anni, entrambi a Coppito.

A meno di un mese dalla ripartenza dell’anno accademico ora va tutto ripensato perché il fabbisogno di posti per studiare è generalmente alto in città, soprattutto a ridosso delle sessioni di esami. Al momento la situazione è abbastanza drammatica. Le biblioteche sono aperte solo per il prestito, si prenota, si ottiene un appuntamento e si va a ritirare o riconsegnare, e la consultazione. Con la consultazione si può di fatto approfittare, almeno alla Tommasi, per rimanere in sede nei limiti dei posti e del distanziamento. Qualcosa dovrebbe cambiare a breve, l’ateneo sta lavorando a un’app per prenotare anche le postazioni per studiare, che ovviamente saranno molte meno, andranno riorganizzati spazi e modalità di fruizione. Stesso discorso alla Tommasi, di solito meno frequentata a causa del suo esilio a Bazzano. Anche qui non si può andare a studiare in pratica, chiaramente si possono consultare in loco i libri della biblioteca se c’è posto ma ufficialmente non si può andare a studiare in biblioteca. Per quanto riguarda le sale studio del mondo associativo e del volontariato sicuramente ci sarà uno sforzo per riaprirle in sicurezza nelle prossime settimane. Per l’Adsu, Canada e polinfunzionale di Coppito dovrebbero riaprire. A proposito di Adsu c’è anche il capitolo mense: le trattative sono ancora in corso tra l’Adsu e la società che ha l’appalto, le mense saranno comunque aperte con rigide misure di sicurezza, su più turni e con sanificazione tra un turno e l’altro.

C’era poi la sala studio in centro della Regione Abruzzo, la cui nascita era stata annunciata pre pandemia in collaborazione con la biblioteca, ora dicono che stanno andando avanti con i lavori e ci sono tutte le intenzioni di provare ad aprirla. Ovviamente a doversi ripensare non sono solo le strutture, anche le abitudini di chi utilizza i servizi bibliotecari sono molto cambiate, alla Tommasi ci segnalano il boom di Mlol, la rete italiana di biblioteche digitali, una piattaforma per accedere al digital lending, il prestito di ebook, quotidiani e periodici da tutto il mondo. Ci aspetta uno strano anno accademico, le aule studio sono uno strumento essenziale per gli universitari, non è così scontato poter studiare a casa, le istituzioni sono chiamate a un grande sforzo per rendere fruibili gli spazi esistenti e, insieme alla città, per immaginarne di nuovi nel breve periodo. 


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