Bernardino da Siena e il rito di chiusura della sua urna

di Redazione | 30 Aprile 2022 @ 20:30 | CREDERE OGGI
Bernardino da Siena
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L’Aquila. Il rito di chiusura dell’urna di S. Bernardino da Siena, domani, 1 maggio 2022, nella Basilica a lui dedicata a L’Aquila.
Al termine della messa delle ore 11:30 che sarà celebrata dal Rettore della Basilica bernardiniana, Padre Daniele Di Sipio, sarà chiusa, secondo tradizione, l’urna contenente il corpo del Santo senese, custodita nel mausoleo monumentale.
Questo rito, anticipa la Solennità dedicata al Compatrono della Città dell’Aquila, che si apriranno ufficialmente il 14 Maggio 2022 con un serie di eventi culturali e religiosi che culmineranno nella riapertura dell’Urna il 19 Maggio e poi nella Messa Solenne del 20 Maggio, giorno dedicato a San Bernardino da Siena. 
La festa di S. Bernardino da Siena, che si apre con il rito celebrato domani, accompagnerà la chiesa aquilana con momenti di preghiera e attività liturgiche, organizzate dai Frati minori, che reggono da secoli la Basilica e custodiscono la reliquia del corpo del Santo predicatore senese, i quali, lo scorso anno, hanno fatto realizzare un busto reliquiario, raffigurante il Santo.
Il rito dell’Urna, aggiornato nei secoli, fa riferimento alla tradizione popolare aquilana che l’Ordine dei Frati Minori celebra consentendo ai fedeli di prelevare nel giorno precedente la festività di San Bernardino un piccolo batuffolo d’ovatta benedetto, che viene messo a contatto all’atto della chiusura nella parte interna dell’urna del Santo.  
Bernardino fu proclamato santo da Niccolò V nel 1450: già prima della canonizzazione si erano diffusi numerosi, insistenti racconti a proposito dei miracoli da lui operati, alcuni dei quali trovarono spazio in una edizione a stampa della Legenda aurea, dal testo appositamente modificato, impressa pochi anni dopo, che resta uno degli incunaboli più antichi conosciuti. Tra le sue opere, sono stati editi sia i trattati che i testi dei sermoni direttamente stesi da lui in latino, oltre a quelli in volgare che sono il risultato delle note compendiose prese volta per volta dai suoi ascoltatori più assidui. Subito dopo il suo transito, l’Ordine minoritico volle promuoverne la figura come campione di testimonianza della fede nel Cristo e del potere salvifico del suo santo nome. L’immagine calva ed emaciata del santo che presenta la tavoletta del trigramma IHS è molto diffusa. Sappiamo che subito dopo la morte circolava a Siena un suo ritratto che doveva essere molto somigliante, il che è confermato anche dal confronto con il calco mortuario eseguito a L’Aquila. Esso fu probabilmente il prototipo delle molte rappresentazioni successive dove i tratti caratteristici del santo appaiono quasi sempre simili tra loro. Tra le tante opere va menzionato almeno, per l’elevata qualità artistica, il ciclo di affreschi sulla vita di san Bernadino eseguito nel 1486 a Roma, nella cappella Bufalini della chiesa di Santa Maria in Aracoeli, dal Pinturicchio. Bernardino fu maestro di un’intera generazione di francescani Osservanti che dopo di lui predicarono e scrissero trattati di teologia, affrontando argomenti come l’eresia, la diffusione della stregoneria, il rapporto con gli ebrei, l’usura, la predicazione della crociata: tra essi, vanno ricordati almeno Giacomo della Marca, Giovanni da Capestrano, Bernardino da Feltre, Roberto da Lecce.

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