Belvedere, sopralluogo della Asl al Civico29: piccioni e umidità. E l’amianto?

di Alessio Ludovici | 06 Ottobre 2020 @ 06:27 | AMBIENTE
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L’AQUILA – Nuovo “colpo di scena” in Via Fontesecco, un sopralluogo della Asl ha accertato condizioni igienico sanitarie precarie, e adesso è stata chiesta all’Ater anche tutta la documentazione riguardante gli scarichi e i serbatoi per verificare l’eventuale presenza di amianto nelle tubature. Preocuppazione ha espresso anche il presidente dell’Ater, Isidoro Isidori
La questione era nell’aria, da tempo si paventava il possibile rischio di inabilità del palazzo sotto il ponte Belvedere e il 17 settembre, durante un sopralluogo di cui si apprende da una elttera inviata all’Ater e al Comune, la Asl ha evidenziato i diversi problemi igienici che caratterizzano lo stabile anche a causa del ponte che lo sovrasta e della mancata adozione di misure di contenimento delle criticità presenti. 
“Nel corso del sopralluogo – si legge nella nota – è stata accertata la presenza di piccioni e delle loro deiezioni nelle pertinenze esterne del condominio, in associazione ad una situazione di scarsa manutenzione e carente programmazione delle operazioni di ordinaria pulizia, associata alla presenza di depositi di rifiuti di vario genere”.
“Erano inoltre presenti diffuse tracce di umidità – un problema più volte sollevato anche questo nel corso degli anni – all’interno degli appartamenti dell’immobile. Occorre segnalare che la presenza e/o nidificazione di piccioni su stabili, soprattutto se adibiti ad abitazione, può causare vari inconvenienti igienico-sanitari, dovuti alla presenza di parassiti”.

Che fare? La Asl richiama i proprietari, l’Ater in particolare, e il settore Ambiente del Comune evidentemente per le responsabilità indirette eventualmente relative alla presenza del ponte, ad una maggiore attenzione: “Si rende necessario  – prosegue la nota – a parere di questo servizio IESP, effettuare interventi di accurata pulizia del fabbricato (cornicioni, terrazze, sottotetti), provvedendo alla chiusura degli eventuali siti di nidificazione e/o l’installazione di appositi dissuasori di sosta.”
La questione amianto. La Asl solleva anche un dubbio ulteriore, rispetto alle criticità già note: “Si chiede – continua la lettera – a codesta spett.le Ater L’Aquila, di fornire ogni informazione o documento utile in proprio possesso, circa l’esatta natura di tubazione di scarico e serbatoi riscontrati in sede di sopralluogo, verosimilmente costituiti da Materiali Contenenti Amianto. Occorre ricordare – conclude l’azienda sanitaria – che spetta ai proprietari delle costruzioni mantenere le costruzioni stesse e il suolo in condizioni di abitabilità, decoro, idoneità igienica e sicurezza ambientale, assicurando tutti i necessari interventi di manutenzione”.
Il presidente dell’Ater, Isidoro Isidori, su facebook, si dice “abbastanza preoccupato”, specificando di aver chiesto agli uffici Ater perché “non mi abbiano detto nulla di questa pec”. Una comunicazione spedita dalla Asl il 25 settembre di cui né gli inquilini né, addirittura il presidente dell’Ater sembrano essere stati avvertiti dagli uffici dell’Ater stessa e non se ne capisce il motivo. Un nuovo tassello nell’intricato puzzle della ricostruzione del Ponte Belvedere, che prevede tra le altre cose anche lo spostamento degli inquilini presenti, sia i proprietari sia gli assegnatari Ater, verso nuove destinazioni. Un iter però abbastanza lungo che ora rischia di essere semplificato, o complicato, da questa urgente necessità di garantire l’abitabilità a rischio del palazzo. 


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