Belvedere e un masterplan partecipato per Fontesecco/Rivera. Raffaele Daniele fa il punto

di Alessio Ludovici | 20 Ottobre 2020 @ 06:00 | ATTUALITA'
ponte belvedere
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L’AQUILA – Cominciano ad andare al loro posto i tasselli del puzzle di un’area della città che potrebbe diventare un esempio di rigenerazione urbana partecipata. Il vicesindaco Raffaele Daniele, con delega anche alle Ricostruzione pubblica, fa il punto sulla questione Belvedere/Fontesecco dopo la presentazione giorni fa del progetto preliminare per il nuovo ponte. 

IL PONTE – La scelta dell’amministrazione è ricaduta sull’ipotesi di un ponte strallato, una delle soluzioni proposte dalla Breng srl, la mandataria del raggruppamento temporaneo di concorrenti che si era aggiudicata la gara. L’obiettivo è chiudere la partita sulla nuova infrastruttura, progetto esecutivo e appalto integrato, entro l’anno e avere quello nuovo in 8/9 mesi di lavori.
La soluzione senza piloni, oltre a quelli di natura estetica, sembra avere degli indubbi vantaggi anche di natura funzionale, libera completamente l’area sottostante l’infrastruttura e permette di agire in modo differenziato sul palazzo. Nel civico 29 nel frattempo, salvo per la demolizione del ponte che ha una tempistica comunque molto breve, potranno rimanere gli abitanti nelle more dell’iter di permute con i proprietari e l’Ater. E’ infatti obiettivo dell’amministrazione arrivare ad un progetto di riqualificazione di tutta l’area, compreso il palazzo. Il Comune procederà quindi all’acquisizione dello stabile e poi lo rimetterà, spiega l’assessore, dentro un più ampio calderone progettuale.

L’amministrazione, spiega Raffaele Daniele, ha in mente una sorta di masterplan partecipato che da via Fontesecco andrebbe ad interessare l’area della Rivera, riconnettendosi idealmente con l’altro progetto di rigenerazione urbana che interessa l’area della stazione e di Via Tanredi da Pentima.

Un percorso progettuale partecipativo che andrebbe a toccare i seguenti punti: l’area sotto il ponte; lo spazio dell’ex benzinaio di proprietà della Provincia; il civico 29, appunto, per il quale si deciderebbe quindi in questa fase se abbatterlo o ricostruirlo o prevedere una diradazione e una rifunzionalizzazione a verde, parcheggi, socialità ecc; l’attraversamento di via XX Settembre con l’obiettivo di riconnettere la città al borgo Rivera fino al Parco delle acque
Saranno quindi i cittadini a contribuire alle decisioni, l’amministrazione aveva già cominciato un percorso con l’Urban Center, interrotto dal Covid-19, ma che verrà ripreso e strutturato il prima possibile spiega Daniele, “vogliamo che i cittadini abbiano la possibilità di dirci cosa vorrebbero”. 

I COSTI – Sul piano delle risorse, per quanto riguarda il ponte, si farà affidamento su quelle già individuate in bilancio, mentre per il mini-masterplan bisognerà prima quantificare l’intervento all’esito del confronto con i cittadini, ma ci sono già diverse ipotesi a cominciare dalle risorse della nuova programmazione regionale 2021-2024. 
Un progetto ambizioso che valorizzerebbe, con una spesa ragionevole, l’immagine della città. I turisti, raccontano infatti gli abitanti della zona, rimangono sempre sbigottiti nel comprendere che in una città come l’Aquila ci possa essere un palazzo abitato sotto un ponte degli anni 60, così come rimangono sorpresi dalla difficoltà di raggiungere a piedi uno dei siti monumentali più importanti della città.
Posto il com’era dov’era del centro storico, è sulla primissima periferia, quella più vecchia e spesso incongrua ormai rispetto al tessuto urbanistico cittadino, che L’Aquila sembra poter trovare spazi per riconfigurare se stessa in chiave contemporanea: la stazione con la pedonalizzazione di Via Tancredi da Pentima, Fontesecco, la Rivera, la Croce Rossa, ma bisognerà mettere mano anche a tutta l’arteria da viale XX Settembre alla Fontana dove si andranno a reinsediare funzioni educative per lo più, ma in cui insiste anche tanta superficie da ripensare, dalla ex caserma dei Forestali alle due palazzine Inail alla la ex clinica universitaria. 


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