“Bello Tiempo passato” diretto da Florio all’Auditorium del Parco a L’Aquila

di Redazione | 05 Gennaio 2024 @ 15:27 | EVENTI
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L’AQUILA – Riprende la 78.ma stagione della Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli” con la presentazione di un nuovo lavoro di teatro musicale messo in atto da Antonio Florio con la sua Cappella Neapolitana: “Bello Tiempo passato”, il primo intermezzo comico napoletano, datato 1673. L’appuntamento è per domenica 7 gennaio all’Auditorium del Parco con inizio alle ore 18.

Ensemble fondato nel 1987 dal compositore, direttore e musicologo, Antonio Florio, inizialmente col nome di Cappella della Pietà de’ Turchini, la Cappella Neapolitana è costituita da strumentisti e cantanti specializzati nell’esecuzione del repertorio musicale napoletano di Sei e Settecento e nella riscoperta di compositori rari. Oltre 30 CD e molti premi caratterizzano l’attività dell’ensemble e l’originalità dei programmi, il rispetto rigoroso della prassi esecutiva barocca, ne fanno una delle punte di diamante della vita musicale italiana ed europea ed uno dei complessi più celebri al mondo.

Nel Settecento si usava eseguire gli Intermezzi comici fra due atti di un’opera seria. A Napoli i primi intermezzi, chiamati spesso “tramezzi”, si ritrovano anche nei libretti di opere sacre. Nel 1673 fu rappresentata al San Bartolomeo, il teatro d’opera di Napoli dell’epoca, un melodramma profano su testo di Battista Pisani e musiche di Francesco Antonio Boerio, intitolato La Lisaura ovvero Il Disperato innocente. Nella partitura manoscritta si trovano due inserzioni: un “Prologo” cantato da due commedianti con strumenti popolari e un “Intermedio” in cui agiscono quattro personaggi: un Calabrese, un Napoletano, uno Spagnolo e un Ragazzo. Tranne quest’ultimo, che canta in italiano, gli altri commedianti utilizzano la loro lingua nazionale, resa buffa da approssimazioni e doppi sensi. L’intermedio con i suoi quattro personaggi si caratterizza come una vera e propria scena buffa a sé stante e senza rapporti con l’opera di Boerio. La trama è tipica dei canovacci delle compagnie comiche del Seicento. La scena si apre sui vicoli della Napoli spagnola del secondo Seicento dove si incontrano i personaggi interpretati da Giuseppe Naviglio Calabrese, Pino De Vittorio Napoletano, Olga Cafiero Ragazzo, Rosario Totaro Spagnolo, con i costumi di Annalisa Giacci e i movimenti scenici curati da Pino De Vittorio. La musica è eseguita dal vivo dalla Cappella Neapolitana diretta da Antonio Florio. Una bella occasione per scoprire un nuovo lavoro di teatro musicale eseguito con magistrale attenzione per coinvolgere lo spettatore fra maschere, suoni e atmosfere caratteristiche dell’Italia meridionale.


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