“Base Terra a Maggiore Tom”, la monnezza spaziale e gli aquilani

di Alessio Ludovici | 08 Maggio 2021 @ 09:21 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Base Terra a Maggiore Tom, il tuo circuito si è spento, c’è qualcosa che non va Mi senti, Maggiore Tom? Mi senti, Maggiore Tom? Mi senti, Maggiore Tom? Mi senti……”. Così cantava David Bowie in Space Oddity, stranezze spaziali, come quelle che potrebbero piombare addosso a 9 regioni italiane. Non si sa ancora quali, ma diciamo che gli aquilani un’ipotesi l’hanno avanzata.. Sono i frammenti del lanciatore spaziale cinese “Lunga marcia 5B”, in rientro incontrollato verso la terra. 

Come se non bastassero già i rifiuti lasciati ovunque. Pure quelli spaziali. Saranno contenti all’Asm. Per la serie sputa per l’aria…

Al momento, ha opportunamente comunicato la protezione civile in piena notte per augurare bei sogni e un buon risveglio a tutti, la previsione di rientro sulla terra è fissata “per le ore 02:24 ore locali del 9 maggio, con una finestra temporale di incertezza di ± 6 ore”.

All’interno di questo arco temporale – si legge sempre nel comunicato – sono tre le traiettorie che potrebbero coinvolgere l’Italia che, in totale, interessano porzioni di 9 regioni del centro-sud, ovvero Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Seguono quindi le rassicuranti indicazioni del tavolo tecnico composto da Asi, (Agenzia Spaziale Italiana), da un membro dell’ufficio del Consigliere militare della Presidenza del Consiglio, rappresentati del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, della Difesa – Coi, dell’Aeronautica Militare – Isoc e degli Esteri, Enac, Enav, Ispra e la Commissione Speciale di Protezione civile della Conferenza delle Regioni:

– è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate;

– i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;

– all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti;

– è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto;

– alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero resistere all’impatto. Si consiglia, in linea generale, che chiunque avvistasse un frammento, di non toccarlo, mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, e dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti.

Gli aquilani, con un certo know how in materia, hanno subito tradotto il burocratese.

Non è impossibile che un pezzo di monnezza spaziale mi spalli nuovamente casa, bene che va mi buchi il tetto, dovrebbero resistere le parti strutturali dell’edificio. Ma tanto i frammenti li vedremo solo quando ce li avremo nel soggiorno.

Buongiorno a tutti insomma. Immagino come sarà il comunicato di un’invasione aliena. 

“Perché sono qui, seduto in un barattolo di latta..
Lontano sopra il mondo..
Il pianeta Terra è blu..
E non c’è niente che io possa fare…”


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