Barberia fai da te, non in 41 Bis. La Cassazione smentisce il Tribunale di sorveglianza

di Redazione | 16 Giugno 2021 @ 06:00 | LA LEGGE E LA DIFESA
Mala del brenta detenuti
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La Cassazione ha ribaltato, disponendone l’annullamento, il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza che, intromettendosi nel potere discrezionale dell’Amministrazione penitenziaria, aveva accolto il ricorso di un detenuto al 41 bis che per farsi i capelli aveva chiesto forbici e pettine. L’Amministrazione penitenziaria glieli aveva negati per ragioni di sicurezza e ordine, il Tribunale aveva accolto il ricorso del detenuto. Ma con la sentenza n. 21349/2021 la Cassazione rimette tutto all’autonoma decisione dell’Amministrazione penitenziaria. 

Secondo il Tribunale di Sorveglianza il penitenziario avrebbe dovuto garantire l’esecuzione del taglio richiesto dal detenuto con l’utilizzo, non solo del dispositivo elettrico, di forbici e pettine.

Secondo il Tribunale le circolari Dap in materia non vietano l’uso di tali strumenti del resto. L’amministrazione penitenziaria è ricorsa quindi in cassazione denunciando sia la carenza di giurisdizione in materia del Tribunale, sia la violazione dell’art. 69, comma 6, lett. b), Ord. pen., perché il Tribunale di sorveglianza ha adottato il provvedimento in difetto delle condizioni previste dalla norma. Nel caso di specie, si spiegava nel ricorso, non si configurava un’inosservanza di norme di legge o di regolamento, e non sussisterebbe un pregiudizio, grave e attuale, nei confronti del detenuto. 

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso in entrambi gli elementi. 


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