Bankitalia, 2020 drammatico. In Abruzzo gli occupati calano più che in Italia

di Alessio Ludovici | 15 Gennaio 2021 @ 06:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Anno drammatico, il 2020, per l’economia nazionale ed abruzzese. “Nel primo semestre 2020 – scrive Banca d’Italia –  i redditi privati non finanziari hanno registrato la contrazione più forte degli ultimi 20 anni, solo in parte contrastata dalle misure di sostegno”. Ciò a fronte della contestuale esplosione del livello di indebitamento pubblico. Il debito pubblico in percentuale del Pil ha raggiunto i valori più alti da decenni, è aumentato di 121 miliardi nel semestre, di cui 97,4 miliardi nel secondo trimestre dell’anno.  

Crollano anche i consumi, soprattutto nella prima metà del 2020 e infine, nel più generale deterioramento macroeconomico, a pagare il prezzo più alto è il turismo. Ad ottobre, dopo la “pausa” estiva, secondo i dati della Banca d’Italia è ripresa la contrazione dei flussi turistici, sia in ingresso sia in uscita, in un contesto di peggioramento degli indici di diffusione del covid. Rispetto all’anno precedente le spese dei viaggiatori stranieri in Italia, pari a 1.193 milioni, risultano inferiori del 70,4%, quelle dei viaggiatori italiani all’estero (572 milioni) del 75,5%; l’avanzo della bilancia dei pagamenti turistica è stato di 620 milioni di euro (era di 1.697 milioni nello stesso mese dell’anno precedente).  

“In Italia – scrive Bankitalia – l’improvvisa e drastica contrazione dei flussi turistici avrà significativi impatti sul PIL nazionale e conseguenze serie sulle imprese del settore e del suo indotto”. 
L’impatto sui redditi procapite è stato pesante, quelli primari si sono ridotti dell’8,8%, molto di più di quanto non fosse successo nelle precedenti crisi finanziarie. 

L’Abruzzo

L’impatto del quadro macroeconomico sull’Abruzzo è comunque pesante, seppur, almeno su alcuni indicatori, meno grave di altre regioni. Secondo il rapporto congiunturale sull’Abruzzo di Bankitalia, le più recenti stime di indicano in Abruzzo un calo dei consumi di circa l’8 per cento rispetto al 10,9 del paese. E’ aumentato però il ricorso agli strumenti di sostegno al reddito, Reddito di cittadinanza o la pensione di cittadinanza, del 20 per cento rispetto al dato di fine 2019. 5.800 i nuclei familiari abruzzesi, invece, che hanno fatto richiesta del reddito d’emergenza. 

Il quadro occupazionale è ulteriormente peggiorato. Secondo le stime Istat il numero degli occupati è calato quasi del 3%, contro l’1,7% del paese, e questo nonostante i provvedimenti, come il blocco dei licenziamenti, che hanno influito positivamente sui numeri. 

Sono diminuite le assunzioni nette tra i giovani, proprio perché impegnati in mansioni meno stabili, come quelle legate al turismo, e le donne, per effetto della maggiore incidenza della crisi nel settore dei servizi. 


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