Bando Inps, Pezzopane: “Svolta storica, pronto emendamento per 20 mln”

Il presidente della commissione Enti gestori di previdenza Tommaso Nannicini in città per sostenere la campagna elettorale del centrosinistra. Il punto sulla procedura per il call center con i sindacati

di Marianna Gianforte | 31 Maggio 2022 @ 15:18 | VERSO LE ELEZIONI
bando call center inps
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L’AQUILA – Basta battaglie. Basta scioperi, sit-in, manifestazioni e preoccupazione per la perdita del posto di lavoro. E poi anche basta con il lascia-e-piglia tipico di un settore (come purtroppo molti altri in Italia) come il call center e contact center precario per antonomasia, perché legato alle commesse e affidato tradizionalmente a società private. Tutto ciò, con il bando per il call center Inps da poco pubblicato (si può rispondere entro le 16 del 9 giugno tramite https://bando.inpsservizi.it), dovrebbe finalmente diventare acqua passata. O almeno si spera. E se il percorso è perfettibile, è appena incominciato e va seguito e monitorato, la famosa luce in fondo al tunnel della precarietà e della mancanza di tutele e di diritti per 3.300 lavoratori del call center e contact center Inps in tutta Italia, dei quali oltre 500 all’Aquila, diventa sempre più nidita: al bando possono partecipare coloro che al 1 giugno 2021 erano addetti al servizio del contact center multicanale dell’Inps, per loro c’è un percorso di premialità che dovrebbe permettere di mantenere il posto di lavoro.

A fare il punto sul percorso avviato grazie al bando per il call center Inps, che cambierà probabilmente lo scenario lavorativo in questo come in altri settori della pubblica amministrazione in tutto il Paese, questa mattina il presidente della commissione Enti gestori di previdenza Tommaso Nannicini, in città per sostenere la campagna elettorale della candidata sindaca della coalizione democratica e progressista Stefania Pezzopane, deputata del Partito democratico. Con loro, anche Emanuela Di Giovambattista del partito democratico, Paolo Romano della lista L’Aquila Nuova e Gianni Padovani della lista 99 L’Aquila. Apertura della giornata con un incontro con le delegazioni sindacali di Cgil, Cisl e Ugl, che non hanno mai mollato la presa intorno a una vertenza che sembrava infinita e senza soluzioni intorno al tavolo delle riunioni nella sede del comitato di Pezzopane. 

Certo la battaglia che tutti volevano vincere, sindacati per primi insieme ai lavoratori e alle lavoratrici, era la clausola sociale: il massimo della garanzia possibile per mantenere la continuità lavorativa nel passaggio da una commessa a un’altra, da una società di gestione dei call center all’altra. Non c’è, per il ‘niet’ del ministro Brunetta. Ma, assicurano Pezzopane e Nannicini, c’è un bando studiato a tavolino, che permetterà (almeno questa è la teoria) ai lavoratori che rispondono al bando di rientrare. Non solo: la graduatoria a scorrimento permetterà di rientrare anche a coloro che non dovessero farcela subito: la procedura di selezione, infatti, avverrà per titoli. La pubblicazione del bando, però, oltre a essere un passo avanti verso l’internalizzazione dei servizi d’informazione agli utenti, migliorerà anche l’efficienza dei servizi, che saranno più accessibili, semplici, fruibili, curati da personale più sereno, formato e preparato.

“Una svolta storica” per Pezzopane, perché per la prima volta dipendenti precari del call center passeranno dal sistema assunzionale privato a quello statale. Con tutti i benefici e i diritti che lavoratori e lavoratrici non dovranno più elemosinare. C’è, però, il nodo dei 20 milioni di euro necessari per il prosieguo del bando:

“Le risorse le aumentiamo di 20 milioni per dare certezze ai lavoratori e rafforzare la qualità del servizio. È per questo motivo che stiamo utilizzando tutte le nostre relazioni e le nostre competenze lavorando pancia terra per costruire un futuro stabile e certo a tutti coloro che altrimenti sarebbero condannati alla precarietà. Abbiamo lavorato per la legge di bilancio 2020 ed ora abbiamo pronto l’emendamento per altri 20. Vertenza lunga e complessa che seguiamo da anni e che – grazie alle battaglie delle organizzazini sindacali e lavoratori e al nostro impegno parlamentare – ha ottenuto un risultato storico che è quello della internalizzazione. La norma fu inserita nella legge di bilancio dal Governo Conte 2. Purtroppo, non siamo riusciti a convincere tutto il Governo che era necessario applicare la clausola sociale, era favorevole il ministro per il Lavoro Andrea Orlando, ma non quello della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, che ha inteso assoggettare la procedura alle norme della funzione pubblica. Intanto stiamo lavorando sull’emendamento, già pronto, che verrà presentato in occasione del primo provvedimento utile”.


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