Balenciaga, la serie: un flashback tra i marchi più amati dai giovani

di Enrico M. Rosati | 07 Febbraio 2024 @ 05:20 | LIFESTYLE
Balenciaga
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Fermate qualcuno per strada, mentre cammina, e chiedete cosa ne pensa di Balenciaga.

“Nono, per me è too much, troppo esagerato”

Se questa è la risposta, l’anno di nascita sarà molto probabilmente antecedente al 2000

Un marchio che, da sempre, oscilla tra lo sfarzo e la crisi d’identità in cui tutti, in primis Balenciaga stesso, rivedono la necessità di fare coming out e ricercare affermazione. Questo il primo dei messaggi che la nuova serie, presente sulla piattaforma Disney +, ci insegna del mondo dell’alta moda parigino del secolo scorso. Il marchio, che ha avuto ambasciatori noti come Kim Kardashian, tende a polarizzare l’audience, non si può essere neutrali dinanzi a prodotti come quelli dello stilista e la serie fa luce sul perché di questo fenomeno.

Se pensiamo a quanto sia ancora difficile oggi per molte persone affermare la propria identità possiamo immaginare quanto fosse difficile ai tempi della seconda guerra mondiale essere diversi nella Parigi dell’occupazione nazista. Di conseguenza i prodotti che oggi fanno discutere qualcuno per essere troppo estremi non potrebbero che essere altrimenti, un grido d’indipendenza e libertà per troppo tempo soffocato. E’ giusto che crei sensazioni contrastanti come shock e che a qualcuno non piaccia, d’altronde, alla base della moda c’è che i prodotti devono piacere a chi li indossa e non a chi li osserva.

Nel corso della serie sono molte le problematiche che lo stilista di alta moda affronta e lo rendono un pilastro della nostra generazione. La prima critica che riceve Balenciaga è una mancanza di unicità del proprio prodotto.

“Questa recensione è da 6. Tu pagheresti quello che chiediamo noi per un vestito da 6 su 10? Dobbiamo osare di più”

Una seconda critica viene proprio dagli ufficiali nazisti che richiedono un’uniformazione dello stile parigino così da poterlo portare a Berlino.

Sfide, contro l’uniformità imposta da figure esterne e alla ricerca di una propria identità e unicità, contemporanee e presenti tra gli adolescenti di oggi che affrontano lotte completamente diverse da quelle che ognuno di noi ha vissuto.

I social hanno connesso il mondo, ci aiutano a conoscere cose sempre più interessanti, ma al contempo hanno creato una lotta per la sopravvivenza darwiniana tra i giovani che aprendo una qualsiasi piattaforma sembrano trovare centinaia di migliaia di persone come loro, che indossano gli stessi vestiti e perseguono gli stessi obiettivi. Possiamo dunque criticare chi, anche se in modo sbagliato ed estremo, in un mondo che si sta uniformando intorno a poche figure di spicco – influencer – prova a brillare di luce propria? Esattamente come fece Balenciaga ai tempi, assolutamente no.

La storia dello stilista, inoltre, da chiare direttive sul come raggiungere l’unicità, dando il massimo in ogni campo perché solo così si può davvero riuscire a capire chi si è e come si vuole apparire. Ben vengano, dunque, adolescenti che si rivedono in una figura così complessa e ambiziosa modernizzandone le sfide e appropriandosene.


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