Azione, da Assemblea via libera a accordo di federazione con Italia viva

Mara Carfagna è la nuova presidente

di Redazione | 19 Novembre 2022 @ 19:17 | POLITICA
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L’assemblea nazionale di Azione, riunita a Napoli, dice sì all’accordo di Federazione con Italia Viva. Si è espresso a favore della Federazione il 92,9 per cento dei delegati, contrario il 2,4, mentre si è astenuto il 4,7 per cento. L’assemblea nazionale del partito ha deliberato di dare mandato alla direzione e al segretario “affinché svolgano tutte le attività necessarie per dar vita ad una Federazione con
Italia Viva e con gli altri soggetti che intendano aderirvi”. L’assemblea ha anche stabilito i principi fondanti: “conclusione nel tempo più breve possibile di un accordo di federazione con Italia Viva che preveda la creazione di un organo direttivo comune per coordinare la linea politica della federazione; continuità della leadership di Carlo Calenda; promozione del coordinamento dei due partiti anche a livello territoriale e nelle amministrazioni locali con modalità e tempi che tengano comunque conto delle specificità dei diversi territori; creazione di un gruppo di lavoro sulle modalità di costruzione di un partito unico, con l’obiettivo di completare tale percorso entro le elezioni europee del 2024; apertura della federazione anche ad altri soggetti che si riconoscano nei valori fondanti di cui in premessa”.

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“Eletta Mara Carfagna presidente nazionale di Azione. Buon lavoro a lei a al mio amico fraterno e cofondatore del partito, Matteo Richetti, per il suo nuovo incarico di capogruppo”. “Siamo nati da tre anni. Abbiamo costruito un partito vero con 30.000 tesserati. Abbiamo fatto i Congressi e eletto democraticamente gli organi. Partiti dall’1 per cento abbiamo costruito elezione dopo elezione un grande movimento. Possiamo essere fieri del nostro lavoro”. Lo scrive su Twitter il segretario di Azione, Carlo Calenda.

Il voto ha visto esprimersi a favore di Carfagna l’83,8 per cento dei delegati, mentre ha espresso voto contrario il 10,6 e si è astenuto il 5.6 per cento.


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