Avvento, un tempo liturgico che precede e prepara la celebrazione del Santo Natale

di don Daniele Pinton | 27 Novembre 2021 @ 07:00 | CREDERE OGGI
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Con le celebrazioni liturgiche vespertine di questa sera, anche nelle parrocchie della Chiesa aquilana, inizierà, come per tutta la Chiesa di Rito Romano, il nuovo anno liturgico, con un tempo di preparazione alla celebrazione del S. Natale, che dalla parola latina adventus = venuta (del Signore Gesù Cristo) chiamiamo Avvento.

La prossima domenica segnerà l’inizio dell’Avvento, il periodo liturgico che precede e prepara la celebrazione del Santo Natale. Auguro a ciascuno di voi di aprire il cuore al Signore, per preparare la strada a Colui che viene a colmare con la luce della sua presenza ogni nostra umana debolezza.

Con queste parole, Papa Francesco ha concluso l’Udienza generale di Mercoledì scorso, 24 novembre 2021, salutando i pellegrini di lingua italiana, ricordando, l’inizio dell’Avvento e gli gli atteggiamenti dell’attesa e della purificazione che devono avere i cristiani, in attesa della venuta del Signore, nel Santo Natale.

Nel Rito Romano, le Domeniche sono quattro e quest’anno iniziano con questa Domenica 28 novembre, mentre nel Rito Ambrosiano sono sei e quindi l’Avvento è già iniziato il 14 novembre.

Questo tempo liturgico, inizia questa sera, quindi, con i primi Vespri della prima Domenica di Avvento e terminerà prima dei primi vespri del Natale.

Storia. Di questo tempo liturgico, abbiamo le prime testimonianze in Gallia e in Spagna, dove l’Epifania, a motivo dello stretto collegamento con Bisanzio, fu la più antica festa della nascita di Cristo e per un certo tempo anche un’importante data battesimale che come per la veglia pasquale, fu provvista di un tempo di preparazione di quaranta giorni.

La Città di Roma, attraverso la testimonianza di uno dei suoi più antichi libri liturgico, cioè il Sacramentario Gregoriano del IX secolo, conosce quattro Messe domenicali e tre Messe delle Tempora con caratteristiche d’Avvento. Al centro di esse si trova non il ritorno di Cristo alla fine dei tempi, ma la sua venuta nella carne.

In Gallia, invece, grazie all’influsso dei missionari irlandesi, in primo piano c’era l’attesa escatologica, e l’Avvento divenne tempo penitenziale (vesti liturgiche viola, omissione del Gloria, dell’Alleluia e del Te Deum). Da qui, il motivo delle innovazioni liturgiche, ancora in parte persistenti oggi,  che  dal sec. XII penetrarono nella liturgia romana. Roma tuttavia attraverso la conservazione dell’Alleluia festivo ha dato a capire di non vedere nell’Avvento alcun vero tempo penitenziale.

Celebrazione. Le caratteristiche della celebrazione eucaristica in questo tempo, sono l’omissione del Gloria affinchè possa risuonare più vivo nella Messa della notte per la Natività del Signore e il colore utilizzato per i paramenti liturgici in Avvento è il viola, eccetto che nella terza Domenica di Avvento, chiamata Domenica Gaudete, in cui si può usare il rosa, per significare l’ormai prossima venuta del Signore.

In questo tempo, siamo esortati a vivere atteggiamenti di sobrietà verso le cose materiali, per concentrarci sulle cose spirituali e divine, ma anche a vivere la preparazione al Natale e l’attesa della venuta del Signore alla fine dei tempi.

La liturgia della Messa delle quattro domeniche è determinata essenzialmente dal loro Vangelo: a tale tematica sono riferiti in minore o maggiore misura gli altri testi. Sono preferite le letture di Isaia e i brani relativi a Giovanni Battista. Entrambi sono i veri “predicatori dell’Avvento”. Una particolarità è presentata dalla terza domenica d’Avvento (Gaudete), la quale con il suo carattere gioioso e le vesti liturgiche di colore rosaceo rappresenta una specie di parallelo con la quarta domenica di Quaresima. La liturgia della Messa dei giorni feriali d’Avvento possiede per ogni giorno della seconda fase dell’Avvento il suo Proprio. Per i giorni feriali che precedono c’è una serie settimanale che si ripete, così che ad es. ogni lunedì ha lo stesso Proprio eccettuata la Colletta e le letture bibliche, che presentano ogni giorno testi particolari. I giorni feriali tra il 17 e il 23 dicembre hanno ricevuto un particolare arricchimento in quanto le famose antifone della liturgia delle ore (Magnificat) sono state inserite nei rispettivi formulari come versetti del canto al Vangelo. Esse uniscono ogni volta un appello elogiativo all’atteso Messia ad una invocazione della sua venuta soccorritrice. 

Partendo dalla proclamazione del Vangelo della Domenica, possiamo infine mettere in risalto i temi di questo tempo liturgico, come ‘tempo dell’attesa’, della venuta di Dio, come tempo di ‘conversione’, con la voce dei profeti e soprattutto di Giovanni Battista e infine come il tempo della speranza gioiosa, con la presenza di un’icona, cioè quella della B. V. Maria, in cui la presenza della Solennità dell’Immacolata Concezione che celebriamo l’8 dicembre, sottolinea la figura di Maria, come modello dell’umanità redenta e come frutto della venuta redentiva di Cristo.


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