Avanzano gli studi sulle faglie, svincolate altre aree, Legnini: “Ricostruire in sicurezza”

di Redazione | 13 Luglio 2021 @ 17:16 | TECNOLOGIA E INNOVAZIONE
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ROMA  – Gli studi di approfondimento sulle faglie, fratture della crosta terrestre superficiale che possono  muoversi in un sisma e che interessano alcuni comuni colpiti dai terremoti del 2016 impattando  sulla ricostruzione, avanzano e portano buoni risultati. 

Il lavoro affidato dal Commissario Straordinario, Giovanni Legnini, all’INGV, all’ISPRA e alle  Università del territorio, il primo che viene realizzato su scala sistematica nell’ambito di una  ricostruzione post sisma, ha infatti consentito di accertare la reale pericolosità di molte faglie  conosciute e per gran parte della loro estensione, di ridurre ulteriormente le zone di rispetto e di  attenzione, che costituiscono vincoli per la ricostruzione. 

“Abbiamo il dovere di ricostruire in sicurezza soprattutto dopo un terremoto, di verificare le  fragilità del terreno che conosciamo e quelle che solo ipotizziamo, come i dissesti idrogeologici o le  faglie, per liberare dai vincoli le aree non rischiose dove i cittadini attendono di ricostruire”, ha  detto il Commissario Legnini, che ha anticipato oggi ai Sindaci dei Comuni di Norcia, Campotosto,  Capitignano, Barete, Pizzoli, Montereale, Rieti, Leonessa, Rivodutri, Cantalice, Cittareale,  interessati da questi fenomeni, i risultati delle analisi. 

Il lavoro condotto fin qui dai geologi delle Università di Camerino, l’Aquila, Chieti, dell’ISPRA,  coordinati dall’INGV, ha consentito in generale un avanzamento molto importante delle conoscenze  sul rischio sismico del territorio e di restringere le aree che altrimenti, in base alle Linee Guida per  la gestione dei territori interessati dalle faglie attive e capaci, sarebbero state interdette alla  ricostruzione. Alcune faglie che si presumevano pericolose sono state declassificate, altre ancora  sono state localizzate meglio, escludendo rischi per gli abitati.  

Un’ultima fase degli studi, che sarà avviata dopo l’adozione di una nuova Ordinanza nelle prossime  settimane, si concentrerà sulle situazioni dove il potenziale di pericolosità delle faglie, che si  estendono per diversi chilometri, deve essere ancora interamente accertato con trincee di scavi e  analisi che richiedono un elevato grado di accuratezza. Gli interventi nelle aree che hanno bisogno  di ricerche più approfondite, in particolare in alcuni comuni abruzzesi e del Lazio, saranno al centro  di un nuovo incontro tra il Commissario Legnini e i sindaci lunedì prossimo, a Capitignano (Aq)


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