Autonomia differenziata, è ancora scontro all’Aquila. Il centrosinistra: “La destra evita il confronto”

di Alessio Ludovici | 18 Aprile 2024 @ 06:00 | POLITICA
sicurezza all'Aquila una sperimentazione di fine anno che verrà sicuramente replicata anche nel 2024. Con una delibera di giunta il Comune palazzo margherita l'aquila cortile
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L’AQUILA – Dopo il consiglio comunale di lunedì prosegue lo scontro a distanza sull’autonomia differenziata. “La destra ha evitato il confronto nella massima assise cittadina, e’ inaccettabile”.  Così il centrosinistra in una conferenza stampa ieri mattina a Palazzo Margherita.

“Noi non ci fermiamo, presidieremo Palazzo Margherita il giorno della votazione alla Camera” ha annunciato la Pezzopane, “ed organizzeremo eventi per informare la popolazione”.  

“Se sono tanto convinti di fare del bene all’Abruzzo ed alle aree interne, perché Marsilio, Biondi, i parlamentari che con il loro voto stanno spaccando l’Italia, impoverendo il Sud e la nostra terra, non sono venuti al consiglio comunale appositamente da noi richiesto, accettando il confronto pubblico su una decisione così grave per i nostri territori?”

Il Consigliere Verini (Azione) ha aggiunto: “Con questa norma si vuole fare alla scuola ciò che si è già fatto alla sanità. Non più una sanità nazionale ma 20 sanità regionali che funzionano in base alla ricchezza delle singole regioni. Se questo modello sarà applicato alla scuola avremo 20 tipi di istruzione e, nelle regioni come l’Abruzzo che non è la Lombardia nè altre regioni ricche del nord, ci sarà una scuola pubblica (come già la sanità) priva di mezzi che funzionerà male”.

“Come minoranze – ha sottolineato invece Scimia – abbiamo ampiamente argomentato la nostra contrarietà. In soldoni, dietro l’Autonomia differenziata si cela un pericoloso significato, quello di un progetto politico di divisione, di egoismo, di sistematico impoverimento di territori già duramente provati. Si rischia di innalzare muraglie cinesi tra le regioni.
“Le proiezioni – ha rincarato Albano – ci dicono che arriveranno almeno 400 milioni in meno ogni anno all’Abruzzo, solo questo basterebbe a capire che si tratta di una riforma sbagliata. Del resto a promuoverla é la stessa classe dirigente che in Abruzzo e all’Aquila in particolare ha azzoppato la sanità pubblica, come lo dimostrano i 66 milioni di euro di debito della Asl oppure i dati sulla mobilità attiva e passiva che raccontano di 15 milioni e rotti di saldo negativo. Alla luce di questi numeri, con quale credibilità il centrodestra propone all’Abruzzo una riforma che impoverirà ulteriormente la nostra regione?”.


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