Autonomia differenziata, confronto a Palazzo Margherita

di Alessio Ludovici | 16 Aprile 2024 @ 05:00 | POLITICA
PALAZZO MARGHERITA
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Il Consiglio comunale dell’Aquila ha respinto ieri un ordine del giorno del centrosinistra sull’autonomia differenziata. Più un convegno che un consiglio comunale come si intuiva già dall’oggetto dell’ordine del giorno: “L’autonomia differenziata regionale che spacca il Paese”. Formalmente un consiglio però, con tanto di gettoni di presenza e personale del Comune impegnato per le formalità di rito. Del resto quella dei consigli comunali aperti, per discutere di rilevanti temi di interesse del cittadino, è una specifica previsione del Tuel che gli enti locali possono prevedere nei loro regolamento.

L’assise si è riunita quindi con questo solo punto all’ordine del giorno, un documento di natura politica e che impegnava il sindaco a schierarsi contro il progetto di legge in corso di approvazione in parlamento.

Il documento – prima firmataria, la consigliera Stefania Pezzopane, Pd, che ha esposto l’ordine del giorno in Aula – ha ottenuto 11 voti favorevoli (Pd, L’Aquila Coraggiosa, 99 L’Aquila, L’Aquila Nuova, Il Passo Possibile, Azione con Calenda) e 14 contrari (Fdi, Lega, L’Aquila Futura, Civici e Indipendenti per Biondi Sindaco, Udc).

In particolare, con il documento, si impegnava la giunta a chiedere il ritiro del disegno di legge sull’autonomia differenziata regionale che, secondo il centrosinistra, “produrrebbe in Abruzzo e in particolare all’Aquila e in tutte le aree interne un disastro sociale” (il documento è allegato).

Durante la riunione sono stati ascoltati anche rappresentanti sindacali e di associazioni come l’Uncem e hanno preso la parola anche il senatore Michele Fina ed Elisabetta Leone, vicepresidente nazionale dell’Anpi, Associazione nazionale dei partigiani.

“Chiediamo alla destra locale di far prevalere le ragioni del territorio” ha spiegato Pezzopane, “e non quelle dell’appartenenza politica. E di fermare questa pazzia. Noi siamo una regione del Sud, sposare i desideri della Lega del nord è’ pura follia. Saranno enormi i danni per l’Abruzzo e questo silenzio è davvero assordante. In questo paese ancora non abbiamo né definito né’ finanziato I LEP vale a dire la soglia costituzionalmente necessaria per rendere effettivi i diritti civili e sociali, che devono essere determinati e finanziati con risorse che lo Stato deve assicurare a ciascuna Regione. Ma, come farà un sistema indebitato e sottofinanziato, che esplicitamente esclude “aggravi” per la finanza pubblica, a colmare la differenza del 25% di spesa sanitaria individuale tra Nord e Sud? Regioni in partenza al di sotto della soglia minima di LEPs non potranno mai recuperare terreno.”


Print Friendly and PDF

TAGS