Autismo, la denuncia dall’Abruzzo: “30 giorni e 4 visite per un plantare”

di Redazione | 27 Novembre 2020 @ 17:59 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “30 giorni e 4 visite per scarpe e plantare”, questa la denuncia riportata dall’Associazione Autismo Abruzzo Onlus. “Una famiglia con autismo ci racconta una esperienza davvero significativa. Procedure e norme farraginose scaricano sull’utente e sulla famiglia tutte le inefficienze di un sistema pubblico. Ritardi e rinvii sono la normalità per la quale nessuno protesta e non fa notizia. Alla bimba con diagnosi di autismo occorrono scarpe e plantari ma le prescrizioni presentate più volte sono state oggetto di critiche e osservazioni. “Abbiamo fatto una prima visita ortopedica con la Asl ad Atri e mancavano i codici. Seconda visita sempre ad Atri e non andava bene il “si consiglia” ma dovevano scrivere “si prescrive”. Terza visita a Giulianova con codici e la dicitura “si prescrive” ci danno i plantari e non le scarpe perché manca la gravità (cosa che prima non era stata richiesta). Tutto questo al fantastico “Servizio di riabilitazione Giulianova” Molti reparti sono diventati Covid tra i quali anche l’ortopedia, ricominciare l’iter in un altro ospedale con un altro dottore vorrebbe dire aspettare tanti mesi e visto che le liste di attesa sono lunghissime, ci sentiamo costretti a dover acquistare le scarpe ortopediche, perché la bambina ne ha un reale bisogno da subito. Oltre un mese finora il tempo perso per questa bimba per ottenere un presidio prescritto dalla asl di competenza. Prescrizione che non è mai adeguata per gli uffici della asl adibita all’erogazione dei presidi. Oltre un mese di tempo perso della famiglia, costretta a rincorrere documenti e aggiornamenti derivanti da una inesistente comunicazione tra reparti della stessa amministrazione. Non è la prima volta e non sarà l’ultima ma proviamo a rappresentare la difficoltà di chi ha un figlio disabile, senza terapie adeguate e in un periodo così complicato, che deve inseguire le follie causate da una disorganizzazione spaventosa della ASL. A chi giova tutto questo?”


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