Attorno a San Bernardino, le eterne incompiute bloccano un quartiere

di Alessio Ludovici | 23 Novembre 2020 @ 06:15 | ATTUALITA'
via maiella
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Il vecchio distretto militare, l’ex scientifico di Via Maiella, la De Amicis, la caserma della Gdf, la Facoltà di Formazione a Via Verdi, le Ater di Porta Leoni. L’area, una delle prime ad essere riabitate in centro, sconta i pesanti ritardi della ricostruzione pubblica. 

Anni fa sembrava destinata ad essere una delle zone più propulsive del centro storico, da Santa Maria di Farfa a Via Veneto i palazzo erano tornati a brulicare di vita, di abitanti, di studenti, associazioni e studi professionali. Anche alcune attività hanno chiuso, a partire dalla filiale del centro storico della Bper. 

Sicuramente non ha contributo alla rigenerazione dell’area il ritardo nella ricostruzione delle immense aree pubbliche ivi presenti, non si è riusciti a fare un piano organico dell’area, ogni sito va un po’ per conto suo senza che sia chiaro fino in fondo il suo futuro. Se per il teatro comunale siamo quasi in dirittura d’arrivo, per la De Amicis abbiamo dovuto attendere il 2019 per vedere muoversi qualcosa. Quale ne sarà la destinazione però è ignoto posto che certamente non potrà tornare ad essere una scuola. Negli anni se ne sono dette di tutti i colori: uffici, galleria commerciale, polo culturale. Ogni scelta potrebbe peraltro avere conseguenze su quelle degli edifici vicini. A partire dall’ex distretto militare. Nel 2019 il passaggio di proprietà dall’Esercito al Demanio, nell’ambito di un accordo sottoscritto da Comune, Ministero, Agenzia del Demanio, Regione Abruzzo e Provveditorato alle Opere pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna. Ma da allora l’iter di ristrutturazione dell’immobile è fermo. Qui una volta si parlava di polo culturale, casa dei quarti, oggi, stando a quell’accordo, dovrebbe divenire polo istituzionale, sede di enti come l’Archivio di Stato, il Segretariato Mibac e il Nucleo per la tutela dei beni culturali dei Carabinieri. Ma proprio di fronte l’ingresso del vecchio distretto, in fondo al viale, c’è lo stabile di Via Maiella, una volta sede scolastica, dopo il sisma proposto come sede degli uffici comunali, poi se ne è rifatto il nome come possibile nuova sede della Carducci, poi è di nuovo scomparso dai radar come non ci fosse. Tra il teatro e la De Amicis fa invece capolino lo stabile di Via Verdi, una volta sede della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Univaq, che sembra non interessare a nessuno, come nulla è dato a sapersi, sopra il teatro, nella zona della Commenda, della vecchia caserma della Guardia di Finanza. Edifici di cui abbiamo quasi dimenticato l’esistenza, come fosse normale averli lì, esattamente uguali a 11 anni fa. La vicenda Porta Leoni infine, emblematica, con gli abitanti costretti a una lunga diaspora, impossibilitati a rientrare perché nel frattempo il sito sarebbe dovuto diventare un nuovo Belvedere cittadino, poi un parcheggio a raso provvisorio. Tornando nei pressi della chiesa, insiste poi un discusso progetto di parcheggio sulla scarpata laterale che affaccia su via Fortebraccio, ma il cui ingresso sarebbe dal piazzale davanti la De Amicis, con le auto comunque costrette a transitare davanti la basilica. Un vero rebus, gli abitanti sono perplessi, sull’area andrebbe fatta estrema chiarezza. 


Print Friendly and PDF

TAGS