Assolto in appello il dirigente Tiziano Amorosi: “Il fatto non sussiste”

di Alessio Ludovici | 24 Settembre 2021 @ 16:30 | LA LEGGE E LA DIFESA
tiziano amorosi
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L’AQUILA – Tutti assolti gli imputati della vicenda legata al cosiddetto caso Amorosi. Si trattava di presunte irregolarità nell’uso dell’auto di servizio per due viaggi a Pescara avvenuti oltre nel 2015 mentre era in servizio alla Provincia dell’Aquila. In primo grado le condanne a 10 mesi per Amorosi, e rispettivamente 9 e 8 mesi per Paola Cinque e Roberta Bianchi. Sentenza completamente ribaltata dalla decisione odierna della Corte d’Appello dell’Aquila che in totale riforma della sentenza di primo grado ha assolto perché “il fatto non sussiste” tutti gli imputati. 

“Per quanto mi riguarda esprimo soddisfazione”, afferma Massimo Manieri, legale di Tiziano Amorosi. “La vicenda è giunta ad una giusta conclusione, seppur in appello. I fatti per quanto ci riguarda erano già chiari in precedenza”.

Su Amorosi ed il Comune dell’Aquila, di cui ora è dirigente, pende ancora, proprio per gli sviluppi di questa vicenda, una procedura dell’Anac, l’autorità anticorruzione. “Questo, nonostante – specifica Manieri -, il mio assistito fosse già stato messo in una posizione di quiescenza presso un settore in cui non ha poteri decisionali o di spesa”. Il riferimento dell’avvocato Manieri è alla posizione attualmente ricoperta da Amorosi presso il Comune dell’Aquila come dirigente del Settore Studi e Ricerche dell’Ente, carica che secondo la minoranza non avrebbe potuto comunque ricoprire in applicazione della legge Severino. 

“Giustizia è fatta”. Con queste parole il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha commentato la sentenza di piena assoluzione di Amorosi. “Si chiude, finalmente, una vicenda che per anni ha interessato un professionista eccellente, dalle indubbie e unanimemente riconosciute capacità e doti umane che opera, così come ha fatto sempre nel corso della sua brillante carriera, nel rispetto della legalità e delle norme. In questo lungo periodo il dirigente ha continuato a lavorare in maniera esemplare a servizio della comunità, pur nella particolare condizione emotiva ma confortato dal sostegno della famiglia e quanti non hanno mai smesso di manifestargli affetto e vicinanza. Non avevo dubbi sull’esito positivo di un procedimento che Amorosi ha affrontato con serenità e fiducia nella magistratura. Mi auguro che quanti, tra consiglieri e parlamentari, degni della peggior sinistra giustizialista, in passato hanno sferrato attacchi disgustosi nei confronti di un uomo dalla condotta cristallina, come stabilito dai giudici, abbiano anche il buon senso e la decenza di chiedere scusa”. 


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