Il Governo ha annunciato l’anticipazione delle domande per l’Assegno di Inclusione, il nuovo strumento di contrasto alla povertà ideato dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone. L’avvio è previsto per il 18 dicembre, eliminando il click day del 1° gennaio. Questa misura mira a evitare il sovraffollamento delle richieste al Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (Siisl) e a garantire alle famiglie il sostegno senza perdite temporali.
Erogazione tramite Carta: Dettagli sui beneficiari
L’Inps stima che 737.400 nuclei familiari potrebbero richiedere l’Assegno di Inclusione dal 1° gennaio. Questo sostegno è destinato a famiglie con reddito basso e componenti quali disabili, minori, over 60 e persone assistite dai servizi sociali.
Sarà erogata attraverso la Carta di inclusione che viene emessa da Poste italiane. L’indennità Adi è un’integrazione al reddito familiare fino a 6mila euro annui, aumentabile in base a parametri che tengono conto della composizione del nucleo, e fino a 3.360 euro annui per l’eventuale necessità di pagare l’affitto.
Procedure e Analisi dei Bisogni: Un Approccio Integrato
Le domande possono essere presentate sul sito Inps, tramite Spid o Patronati e, dal 1 gennaio, anche attraverso i Caf. Dopo la presentazione, la persona è guidata a iscriversi sulla piattaforma Siisl per sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale del nucleo familiare. L’Inps verifica i requisiti e, dal mese successivo alla sottoscrizione, eroga il beneficio. Entro 120 giorni, i Servizi sociali convocheranno i componenti del nucleo per un’analisi multidimensionale dei bisogni. Chi è attivabile al lavoro verrà avviato a un percorso con Centri per l’impiego o Agenzie per il lavoro, mentre chi non è valutato attivabile potrà fruire dell’indennità, seguito dai servizi sociali o da altre strutture pubbliche.









