ASL1, Ferdinando Romano ristabilisce la legalità. I 5 capi dipartimenti tornano al loro posto

di Simone Di Blasio | 08 Luglio 2021 @ 06:00 | ATTUALITA'
ASL1
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L’AQUILA – La continuità dell’azione amministrativa della sanità aquilana ha avuto il suo primo effetto: a seguito della nomina del nuovo direttore generale della Asl 1, Ferdinando Romano in sostituzione di Roberto Testa, tra i suoi primi atti ha sospeso gli effetti della deliberazione del 1 giugno 2021, con la quale, dal 1 luglio, sarebbero decaduti cinque capi dipartimento.

Con la nuova delibera n. 1179 del 5 luglio 2021, pertanto, ha sospeso gli effetti della delibera riguardante la decadenza dal loro ufficio, del primario di cardiologia Sabrina Cicogna, per il Dipartimento Medico, di Sandra Di Fabio, per il Dipartimento Materno Infantile, di Fabrizio Andreassi per il Dipartimento Tecnico, di Massimo Di Pietro, per il Dipartimento Tecnologie Pesanti e di Giuseppe Calvisi, per il Dipartimento Servizi Biomedici. Testa, nella delibera del 1 giugno, aveva anche prorogato fino al 31 dicembre 2021, Pierluigi Di Stefano (Dipartimento Chirurgico), Alessandro Rossi (Dipartimento Salute Mentale), Vincenzo Pace (Dea) e Domenico Pompei (Dipartimento di Prevenzione), con la motivazione del mancato raggiungimento del limite dei sei anni, avendone cinque di mandato.

Inoltre, ritenendo di dover predisporre un nuovo regolamento per il funzionamento dei Dipartimenti della Asl Avezzano, Sulmona, L’Aquila, al fine di poter procedere alla nomina dei Direttori di Dipartimento, il neo direttore generale, con questa delibera, ha conferito continuità agli incarichi dei Direttori di Dipartimento, nelle more dell’approvazione della nuova rete ospedaliera, stabilendo la scadenza degli incarichi al 31 dicembre 2021, fatti salvi ulteriori provvedimenti.

A fronte di questo atto, il Consigliere regionale del M5S Abruzzo Giorgio Fedele, ha preso posizione con un comunicato stampa nel quale ha dichiarato che:

il primo atto formale del nuovo Direttore Ferdinando Romano, voluto fortemente dalla Lega alla guida della Asl 1, è di fatto un ripristino dello status quo politico che annulla l’atto dovuto del suo predecessore, Roberto Testa, con cui 5 dirigenti della Asl 1 sono stati dichiarati decaduti dai rispettivi ruoli. Un gioco di poltrone in cui a fare da padrone sembrano essere  sempre le logiche partitiche di scontro all’interno del centrodestra. Mi duole quindi dover affermare che ancora una volta il bene dei cittadini e la volontà di offrire al sistema sanitario pubblico un’organizzazione equa ed efficiente viene fagocitata dalla lotta di potere all’interno della maggioranza”.

Anche la Deputata Pd, Stefania Pezzopane, è intervenuta affermando che “è in atto un valzer delle poltrone e delle teste, causate da ‘guerre per bande’ all’interno del centrodestra e che la governance regionale, guidata dal governatore Marco Marsilio, minando alle basi la salute di tutti, non ha alcun interesse per il bene dei cittadini, nonostante l’esperienza della pandemia, con il rischio di risarcimenti di somme ingenti al ‘ghigliottinato’ Testa”.

In realtà non è stata attuata una scelta politica, bensì un semplice ripristino della legalità. L’atto di Testa, come riportato in premessa alla delibera del 1 luglio, non poteva avere seguito perchè all’articolo 29.1.1 dell’atto aziendale, approvato con delibera 1207 del 20 giugno 2018, il Comitato di Dipartimento avrebbe dovuto, prima della decadenza dei Direttori di Dipartimento, presentare al Direttore Generale una terna di nomi scelti in modo elettivo tra i Direttori delle strutture complesse aggregate ai Dipartimenti con il Direttore in scadenza. Quindi, in assenza di tale requisito, era dovuto un atto deliberativo di continuità dell’azione amministrativa.

A questo, si aggiunge, che il Direttore generale, prima di procedere alla decadenza e all’elezione dei nuovi Capi Dipartimento, avrebbe dovuto verificare l’operato degli uscenti. Qualora l’esito fosse stato positivo per questi ultimi, avrebbe dovuto procedere al rinnovo per ulteriori tre anni. Difatti, il tempo trascorso come Capi Dipartimento non riguarda due mandati di tre anni, ma bensì un primo mandato prorogato senza essere stati oggetto di verifica. La verifica è stabilita dalle norme vigenti e dal contratto collettivo di lavoro nazionale dei medici.

Si rileva, comunque, che a distanza di poco più di un mese, il Direttore amministrativo Stefano Di Rocco e il Direttore sanitario Alfonso Mascitelli, hanno espresso, come adempimento consequenziale alla loro competenza, un parere favorevole, per due atti contrastanti l’uno dall’altro.


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