Asl L’Aquila, il Pd chiede le dimissioni dei responsabili della sanità regionale: “Da noi approccio istituzionale ma vogliamo risposte”

Dagli accessi agli atti, Pietrucci: "Nessun polizza per la cybersicurezza"

di Alessio Ludovici | 18 Maggio 2023 @ 06:00 | POLITICA
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L’AQUILA – Seconda conferenza stampa in pochi giorni del Partito Democratico sulla vicenda dell’attacco hacker alla Asl, a ranghi completi questa volta: insieme al segretario provinciale Francesco Piacente c’erano Eva Fascetti, i consiglieri comunali Stefano Albano, Stefania Pezzopane e Stefano Palumbo, rappresentanti del Pd di Avezzano e di Sulmona, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci e rappresentanti del partito aquilano e delle Donne Democratiche. “Una vicenda gravissima” ha esordito Albano: “Abbiamo tenuto un approccio istituzionale ma abbiamo posto delle domande molto precise alla classe dirigente Asl sia sulla vicenda dei dati che su quella sanitaria e vogliamo risposte”.

Il Pd ha annunciato iniziative sia in consiglio comunale, già formalizzate una richiesta di audizione in commissione di Vigilanza per il manager Asl Ferdinando Romano ed il sindaco Pierluigi Biondi in qualità di presidente del Comitato ristretto dei sindaci, e in consiglio regionale dove le opposizioni hanno anche costituito un tavolo permanente di confronto con i sindacati. A livello parlamentare è stata depositata una interrogazione urgente di Michele Fina. L’azione di vigilanza del Pd va avanti anche sul binario dell’accesso agli atti, diversi già depositati e da uno, ha anticipato Pierpaolo Pietrucci, si è appreso ad esempio che la Asl dell’Aquila non avrebbe una polizza assicurativa per coprire i rischi cibernetichi. 

“Una situazione fuori controllo” ha spiegato Eva Fascetti. “Vogliamo sapere se Romano ha fatto tutto quello che era in suo potere e dovere per proteggere i dati sensibili di questa Asl, se c’è personale sufficiente al Centro Elaborazione Dati dell’azienda, se c’è il responsabile del servizio”.  La Fascetti ha affermato che la figura che era stata individuata, dopo il pensionamento del vecchio responsabile, si sarebbe in realtà dimessa dopo un mese per mancanza di risorse. E ancora il Pd vuole risposte sui contratti informatici in essere o sulle attività di notifica agli interessati messe in campo dopo l’attacco hacker.  “Le violazioni – ha spiegato la Fascetti – possono avere ricadute enormi per i cittadini. Ci aspettiamo le dimissioni di Romano”. Ma la richiesta di dimissioni arriva per tutta la filiera della sanità, dalla Verì in giu.
“Solidarietà agli operatori” ha esordito Francesco Piacente, ma “la priorità è trovare soluzioni per i cittadini”. Solidarietà ribadita da Pierpaolo Pietrucci che ha duramente criticato il vulnus sulla comunicazione. “L’evento – così Stefania Pezzopane – merita atti di responsabilità, i cittadini non sanno cosa devono fare e come possono curarsi”.

Sempre in casa Pd, il capogruppo in consiglio regionale, Silvio Paolucci, denuncia “ritardi e paralisi anche nei sistemi delle altre Asl a causa dell’attacco hacker alla Asl 1”. “La Regione – continua Paolucci – ha il dovere di tutelare i cittadini, sui quali non si può ripercuotere il disagio e il costo sociale di tanta e tale mancanza di organizzazione. Il diritto alla salute è una cosa seria, non è pensabile che il problema di una Asl blocchi l’attività delle altre tre e la sanità di una regione”. 


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