Asl L’Aquila, il giudice annulla la delibera di revoca dell’incarico dell’ex direttore generale Roberto Testa

di Alessio Ludovici | 06 Luglio 2023 @ 12:35 | CRONACA
Roberto Testa asl giudice del lavoro
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L’AQUILA – Il Tribunale dell’Aquila, in persona del dott. Giulio Cruciani, Giudice del Lavoro, in data 4 luglio 2023, ha annullato la delibera della Giunta Regionale Abruzzo n. 380 del 21 giugno 2021, con la quale era stato revocato l’incarico di direttore generale della Asl 1 Aquila Sulmona Avezzano al dott. Roberto Testa, ritenendo assolutamente insussistenti le motivazioni poste alla base del provvedimento amministrativo. A riferirlo a L’Aquilablog è lo stesso ex dg.

Un colpo di scena per l’azienda aquilana, che rischia di avere ripercussioni sulle vicende politiche regionali.

Il 21 giugno del 2021 la Giunta regionale d’Abruzzo, riunita all’Aquila, aveva revocato anticipatamente il contratto del direttore generale della Asl Avezzano Sulmona L’Aquila, Roberto Testa. Indicato sempre dalla maggioranza di centrodestra nel settembre 2019, Testa era stato quindi messo in discussione e messo da parte.

Fuoco amico, anche dall’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì. La motivazione, ufficialmente, alcuni disservizi dell’azienda durante l’emergenza pandemica. Curioso che proprio in questi giorni lo stesso Testa sia stato insignito, su indicazione della Presidenza del Consiglio, del titolo Cavaliere al merito della Repubblica proprio per i servigi resi durante la pandemia. 

Accreditato, almeno al momento della nomina, nell’orbita di Fratelli d’Italia, a “festeggiare” per la revoca di Testa furono soprattuto gli alleati leghisti. Ora la doccia fredda con l’ex manager che, dopo aver impugnato la delibera della giunta abruzzese, si vede dare ragione dal giudice.

Una bella patata bollente per la politica, vediamo a chi rimarrà in mano. E un bella tegola che casca tra capo e collo di un’azienda già alle prese con mille polemiche, non ultime quelle generate dopo l’attacco hacker dello scorso 3 maggio. 

Le reazioni

“Una vera e propria mazzata, l’ennesima, per la Asl della provincia dell’Aquila”.

Così il Pd L’Aquila sull’annullamento della delibera regionale di revoca dell’incarico all’allora manager della Asl 1 Roberto Testa.

“Si apprende, infatti,  – prosegue la nota – che il Tribunale dell’Aquila ha annullato la delibera della Giunta regionale di revoca anticipata dell’incarico all’allora direttore generale Roberto Testa, indicato da Fratelli d’Italia e poi defenestrato dalla maggioranza di centrodestra a seguito dello scontro politico tra il partito del presidente Marsilio e la Lega dell’assessora alla salute Verì.

Chi pagherà ora il risarcimento del danno, presumiamo milionario, al manager Testa?

L’incapacità politica del centrodestra, le spaccature profonde di una maggioranza tenuta insieme dal solo interesse all’esercizio del potere, la voracità nella spartizione delle poltrone, graveranno sulle cittadine e i cittadini della provincia dell’Aquila che già dovranno sopportare gli inevitabili tagli a prestazioni e servizi dovuti al buco di bilancio di oltre 66 milioni maturato per la disastrosa gestione del manager Romano, subentrato a Testa.

Un fallimento dietro l’altro. Non staremo a guardare: interesseremo immediatamente la Corte dei conti, trattandosi di un evidente danno erariale. 

Intanto, crediamo che il presidente della Giunta regionale Marsilio e l’assessora Verì dovrebbero, finalmente, assumersi la responsabilità politica dello stato disastroso in cui versa la sanità della provincia dell’Aquila, così come dovrebbe fare il sindaco dell’Aquila, nonché presidente del Comitato ristretto dei sindaci, Pierluigi Biondi che, fino ad oggi, è rimasto in silenzio dinanzi allo sfaldamento del diritto universale alla salute nel territorio che dice di amare e difendere ma che sta svendendo, invece, agli appetiti di Fratelli d’Italia.

Cosa altro deve accadere per ribellarsi a quanto sta accadendo?

Non bastano le difficoltà di un personale ridotto all’osso, i mancati investimenti in nuove tecnologie, le liste d’attesa oramai insostenibili, il rischio di chiusura dei Nuclei di cura primaria, la sconcertante decisione di localizzare l’unica Casa di comunità dell’Aquila all’ospedale San Salvatore con l’ipotesi di realizzare parcheggi in project financing che saranno gestiti da privati, la mancata attivazione del 118 nel poliambulatorio di Bazzano-Paganica?

Non basta l’incapacità mostrata nella gestione dell’attacco hacker, con i dati di personali di migliaia di cittadini resi pubblici sul web e con il collasso delle prestazioni, col rischio di richieste di risarcimento per migliaia e migliaia di euro e con lo spettro di una multa milionaria dall’autorità garante della privacy?

Si è raggiunto un punto di non ritorno.

Non si può assistere in silenzio – conclude la nota –  al dissesto della sanità pubblica sul nostro territorio. E’ tempo di mobilitarsi con ancora più forza. Il Partito democratico farà la sua parte”.

Paolucci: “A pagare sia la Giunta Regionale. È il terzo caso, dopo Mancini e Mascitelli”

“Gli abruzzesi pagheranno anche l’illegittimo licenziamento del manager della Asl 1 dell’Aquila Roberto Testa che Marsilio ha portato avanti nonostante sapesse che sarebbe stata una causa persa e costosa per la Regione, pur di liberare una poltrona da occupare con nomenclatura propria. Lo sapeva, perché questa sentenza è la terza batosta per la Giunta regionale che nel 2019 ha mandato a casa il Dg della Asl di Pescara Armando Mancini, vedendosi definire illegittimo il provvedimento dalla sentenza scaturita dal ricorso di questi; un anno dopo è stata la volta del direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Alfonso Mascitelli, a casa pure lui illegittimamente, come un’altra sentenza ha stabilito; poi Testa, con la decisione che oggi dà ragione anche a lui e torto alla Regione. Illegittimi i licenziamenti e tali anche le nomine dei successori, come abbiamo ogni volta denunciato, rimanendo inascoltati. Ingiusto è che a pagare la fame di poltrone con cui questa maggioranza gestisce il potere da quattro anni e mezzo, saranno i cittadini abruzzesi che dalla sanità dovrebbero avere ben altri servizi”, durissimo il commento del capogruppo Pd Silvio Paolucci alla notizia della decisione del Tribunale dell’Aquila sulla revoca del manager.

“Forzature evidenti, portate avanti nonostante l’esecutivo fosse consapevole, per esserci già passato, che avrebbero generato contenziosi e sentenze a favore dei rimossi – incalza Paolucci – È una giunta che lavora nella totale illegittimità, anzi, che ne fa duna consuetudine, un segno distintivo, come dimostrano le delibere che hanno revocato i direttori generali delle Asl 1 e 3 e del direttore dell’Asr emesse nell’arco di solo due anni. L’intera sanità abruzzese piegata alla fame di nomine e illegittimità, mentre affoga nei debiti, nelle liste di attesa, nella fuga di pazienti verso lidi dove sia garantito un diritto di cura con tempi e qualità migliori di quelli abruzzesi. A dirlo non è la politica, ma la giustizia che definisce assolutamente insussistenti le motivazioni poste alla base del provvedimento amministrativo con cui anche Testa è stato liquidato, com’era successo ai suoi due autorevoli colleghi. Una materia che auspico attivi la Corte dei Conti: la Giunta ha sbagliato e perseverato nell’errore, questo costo non possono pagarlo gli abruzzesi”.

Di Benedetto: l’annullamento della revoca dell’incarico di Roberto Testa, ex direttore Asl 1 conferma le mie previsioni 

“Avevo già comunicato la mia posizione riguardo la delibera di Giunta regionale che nel 2021 portava alla revoca dell’incarico di Roberto Testa alla guida della Asl 1.  È di ieri la notizia che il Giudice del Lavoro annulla la revoca per “atti assumibili alla responsabilità del Direttore Generale e per mancato esercizio della diligenza dovuta nell’esecuzione contrattuale” perché le accuse sono ritenute insussistenti.
Era presumibile che il Manager Testa, rimosso anzitempo dal suo incarico, peraltro con un provvedimento che manifestava ipotesi di illegittimità per mancanza di valide motivazioni, avrebbe impugnato in sede giudiziaria l’atto, con il rischio di esborso di ingenti somme a carico delle casse regionali in caso di soccombenza dell’Ente.
Nel giugno 2021 individuavo che il vero problema della sanità abruzzese in tempi di pandemia non fosse riconducibile all’operato di Testa bensì ad una manovra politica per salvaguardare i sottili equilibri di potere tra le forze interne del centro-destra. Le stesse forze politiche che all’inizio lo avevano designato come dirigente dell’Azienda Sanitaria Aquilana per il suo alto profilo e la sua esperienza nel campo manageriale della sanità. 
Era già sotto gli occhi di tutti, infatti, come la revoca fosse l’ennesimo improvvido tentativo di nascondere le incapacità gestionali del Governo Regionale sull’emergenza sanitaria allora in atto scaricandole pretestuosamente sui vertici Asl dopo due anni e più di colpevole latitanza.»
Così il Consigliere regionale Americo Di Benedetto in una nota sull’annullamento della revoca del manager A.S.L. Testa.
«Scientemente non si volle attendere la verifica di metà mandato dei Manager delle A.S.L. abruzzesi che avrebbe messo il Governatore nella scomoda posizione di porre sullo stesso piano di giudizio tutti i nominati piuttosto che sostituire il solo Testa e difendere indirettamente l’operato dei rimanenti, sebbene anche loro versavano nelle sue stesse condizioni rispetto agli adempimenti Covid.
Nell’incauta decisione della Giunta Marsilio pesava, poi, il non aver coinvolto il Comitato ristretto dei Sindaci del territorio provinciale dal cui parere si può prescindere solo in casi di particolare gravità e urgenza, i quali non erano motivati né ravvisabili in quel caso specifico (era trascorso abbondantemente un mese fra le controdeduzioni del Manager e il provvedimento di revoca dello stesso, tempo congruo per rendere edotti i rappresentanti del territorio provinciale che sovraintendono al buon andamento della Sanità dell’importante azione revocatoria che si aveva intenzione di porre in essere) ciò  quindi in palese violazione dell’art. 2, comma 5, del D.L. n. 171/2016 in materia di Dirigenza sanitaria.
Si è rimosso Roberto Testa con il rischio, ora diventato realtà, di doverlo retribuire fino alla fine del mandato previsto per quest’anno, con il risultato di avere avuto nei mesi successivi al Covid l’intera struttura della Asl n.1 sotto tensione e una spesa aggiuntiva sulle spalle dei contribuenti abruzzesi.
L’annullamento della revoca di Testa è quindi la dimostrazione ufficiale di quanto a questa maggioranza di centro-destra interessino poco le necessità delle persone e la qualità della sanità, ma più l’equilibrio politico delle forze interne alla propria coalizione, dove i cittadini rimangono spettatori sfiduciati e impotenti dinanzi a queste continue ‘prove di forza’”.

 

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