Asl 1, Romano: “Avanti con i progetti sino a fine mandato”

di Marianna Gianforte | 02 Marzo 2023 @ 05:45 | SALUTE E ALIMENTAZIONE
ferdinando romano
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L’AQUILA – Il manager della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila Ferdinando Romano va avanti con il suo lavoro alla direzione generale dell’azienda sanitaria locale, nella quale il suo mandato è partito nel giugno del 2021 e dovrebbe concludersi nel giugno del 2024, portando avanti i progetti e i piani stabiliti.

Tra i quali il programma di “riportare l’ospedale San Salvatore al suo splendore delle origini”, come ebbe a dire in occasione dell’inaugurazione del nuovo acceleratore lineare nel reparto di Radioterapia, esattamente un mese fa. Non solo: all’orizzonte ci sono assunzioni, la ristrutturazione di tutti i padiglioni dell’ospedale, l’impianto finalmente della Pet Tc, già acquistata e per la quale si stanno predisponendo tutti i passaggi per l’installazione in locali ad hoc, poi la grande sfida delle ‘case di comunità’ e la nuova centrale del 118, rimanendo nel perimetro dell’Aquila; c’è poi tutto il potenziamento dell’ospedale di Avezzano, in particolare del pronto soccorso in grande difficoltà e per il quale, dopo l’arrivo del nuovo direttore, sono stati pubblicati gli avvisi per assumere altri medici.

“Il mio ‘mandato’ termina nel giugno 2024 – ricorda Romano a Laquilablog – sino ad allora ci sarà tanto da fare e il mio impegno sarà massimo”. Insomma, l’Agenas può ancora aspettare. Anche perché c’è da risolvere un’altra impellente questione prima che si trasformi in una contrapposizione tra le parti che non giova a nessuno e soprattutto ai cittadini: la sopravvivenza dei nuclei di cura primaria della provincia dell’Aquila, che rischiano di scomparire senza un ‘turnover’ e per difendere i quali i medici di medicina generale, che sono l’ossatura dei nuclei (le associazioni di medici di famiglia con ambulatori aperti per 12 ore al giorno, dalle 8 alle 20, dove si può ricevere assistenza e servizio medico e infermieristico e di segreteria) sono pronti a protestare con un sit-in davanti all’emiciclo, sede del Consiglio regionale all’Aquila. Sono pronti da diverse settimane, a dire il vero, e con loro anche un comitato di cittadini che si è spontaneamente attivato per difendere la causa con la raccolta di migliaia di firme (erano oltre 4mila la settimana scorsa), ma di proteste sinora ancora nulla. Forse perché la trattativa va avanti dietro le quinte ed è meglio non scuotere troppo il pentolone che bolle. “I nuclei di cure primarie rischiano la chiusura per la non volontà della parte pubblica di reinserire nuovi medici al posto di quelli andati in pensione”, questa la denuncia dei sindacati dei medici.

Romano, dal canto suo, manda un messaggio chiaro ai medici da un lato, e alla Regione dall’altro: “I nuclei di cura primaria verranno salvaguardati perché sono centrali nell’assistenza ai pazient iper 12 ore al giorno, soprattutto nei territori, fuori dalle città, e per ridurre gli accessi ai pronto soccorso. Ci sono delle criticità che ancora frenano la loro funzionalità – riconosce il direttore – legate ad aspetti normativi che si sono consolidati in verbali del comitato regionale e che stiamo cercando di superare anche con l’aiuto della Regione Abruzzo, che è a disposizione per cercare di rompere queste criticità formali. Dal punto di vista sostanziale (l’importanza della funzione dei nuclei di cura primaria) la direzione della Asl è assolutamente d’accordo. Esiste anche, voglio ricordare – conclude Romano – un accordo quadro con i medici di medicina generale, che è molto positivo e che voglio rispettare. Dico, dunque, ai medici, che c’è la piena volontà da parte del manager di salvaguardare importanti presìdi, ora sta alla Regione risolvere le criticità che le competono”.


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