Asl 1 Abruzzo, la Sinistra Italiana L’Aquila chiede spiegazioni sul debito

di Redazione | 08 Luglio 2024 @ 12:10 | SANITA'
ASL1
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L’AQUILA – “Continua il silenzio da parte della direzione aziendale della ASL 1 Abruzzo in merito al piano di rientro dal debito: l’unico documento, ad oggi, da cui poter avanzare una riflessione è un articolo pubblicato da una testata giornalistica regionale riportante stralci di tale piano presentato alla regione Abruzzo quando, al contrario e gli diamo merito, il direttore della ASL Lanciano Vasto Chieti non solo ha correttamente pensato di pubblicare integralmente il piano di quell’azienda sull’albo pretorio ma, ancor prima di presentarlo alla regione, aveva già provveduto a convocare tutti gli stakeholders in un interessante confronto pubblico facilmente reperibile in rete”. Così Pierluigi Iannarelli, Segretario Sinistra Italiana L’Aquila.

Che aggiunge: “Di riscontri all’invito ad un dibattito, un chiarimento, un incontro pubblico richiesto per mezzo stampa la settimana scorsa neanche l’ombra, come se tagliare di 33 milioni di euro il bilancio della nostra ASL sia un’operazione di aggiustamento senza impatto sui cittadini; di risposte alle domande che abbiamo posto, e che ci corre l’obbligo di ripetere, ancora meno ed allora: 1) quando si pone un risparmio 2.443.341 euro, procedendo a un reintegro solo parziale dei cessati dell’anno 2024, si sta parlando di un parziale blocco del turnover: in che misura percentuale, per quali profili professionali e quali unità operative verranno interessate da questo taglio del personale? 2) Il previsto taglio di di 2.150.000 euro sui servizi appaltati comporta un taglio del personale delle cooperative che offrono servizi alla ASL? Se sì in che misura, di quali profili professionali stiamo parlando e quali unità operative verranno interessate? Sono due domande abbastanza semplici e dietro le quali si celano da una parte la qualità del servizio offerto e, dall’altra, la vita dei lavoratori interessati. Ci stupisce che, CGIL a parte, le forze politiche e sindacali non stiano chiedendo con forza questi chiarimenti; ci meraviglia che i sindaci almeno delle tre città più grandi della provincia non pretendano trasparenza o, qualora sappiano più cose di quelle che sappiamo noi, non intendano renderne partecipe le comunità che amministrano pro tempore”.

“Dobbiamo metterci a spulciare giorno per giorno l’albo pretorio della ASL per sapere quali sono le assunzioni e le cessazioni e farci un calcolo? Dobbiamo avanzare accessi agli atti per chiedere una giusta trasparenza amministrativa? Bisogna occupare le sedi istituzionali per avere un confronto?”, conclude Iannarelli.


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