‘Ascolto’ e ‘fare comunità’ alla base delle nuove linee guida per la catechesi in tempo di Covid-19

Il nuovo documento della CEI tra i programmi della Vicaria Urbana di L’Aquila

di don Daniele Pinton | 06 Settembre 2020 @ 09:47 | ATTUALITA'
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La Conferenza Episcopale Italiana, attraverso l’Ufficio Catechistico Nazionale, ha emanato un documento dal titolo, ‘“Ripartiamo insieme”: linee guida per la catechesi in Italia in tempo di Covid-19’, che propone spunti di riflessione e soprattutto linee guida, per una conversione ecclesiale orientata a tenere conto delle esigenze della vita delle persone e a una maggiore efficacia nell’azione catechistica.

Nel testo, che si compone di due parti, è evidente l’impegno della Chiesa italiana, non solo nel valutare le dinamiche e proposte per la ripresa, nel rispetto delle norme per la non diffusione del covid-19 nelle attività catechistiche nelle parrocchie, ma anche di un nuovo discernimento sulle realtà pastorali, messe profondamente in crisi, nelle loro forme tradizionali, a causa del lock-down.

Ciò ‘nella consapevolezza che alla Chiesa interessa accompagnare ciascuno nei passaggi di vita, piuttosto che il semplice espletamento di un precetto; far vivere e far maturare l’esperienza sacramentale; alimentare e nutrire una speranza affidabile; attivare processi di trasformazione, piuttosto che cercare affannosamente soluzioni immediate’.

Il documento della CEI, si compone di due parti, che rappresentano la sintesi dei laboratori promossi dall’Ufficio catechistico nazionale, svolti da maggio a luglio di quest’anno e che hanno visto la partecipazione di molti Vescovi, tra i quali, i membri della Commissione Episcopale per la Dottrina, l’Annuncio e la Catechesi, i Vescovi delegati regionali per la catechesi e anche i membri della Consulta nazionale, i Direttori CEI degli Uffici Pastorali e i rappresentanti di Azione Cattolica Italiana e dell’AGESCI, ma anche dal documento ‘Per dirci nuovamente “cristiani”. Spunti per un discernimento pastorale alla luce di At 11’, ‘che offre alcune chiavi di lettura per decodificare il presente e per individuare nuove vie evangeliche nel prossimo futuro’.

Il punto di partenza, complesso quanto necessario, è mettersi in ascolto della realtà. Restando il più possibile aderenti a un oggi nuovo, disorientante, del tutto inaspettato. Una sfida che non ha visto defezioni, né poteva essere altrimenti se è vero che la catechesi ha proprio nel dialogo con l’attualità, nella Parola calata nel presente il suo slancio iniziale, il suo avvio. Ma subito dopo, quella fotografia, quell’istantanea di una stagione inconsueta, con negli occhi la tragica geografia del disagio e della sofferenza disegnata dalla pandemia, deve tradursi in proposta, in stimolo, in progetto. 

Uno dei passaggi significativi di questo documento, è la domanda che viene formulata proprio in riferimento a questo particolare momento ecclesiale che stiamo vivendo, in cui ci si interroga se ricominciare o ripartire. Infatti, ‘più o meno consapevolmente, molti vorrebbero tornare alla “normalità pastorale” di sempre. Ed è questo ‘un indice della fatica ad interiorizzare la portata del cambiamento in atto e la conseguente opportunità ecclesiale’.

Il pensiero della Conferenza Episcopale Italia si pone in continuità con quello di papa Francesco, esplicitato nella Veglia a Piazza S. Pietro, il 27 marzo 2020, ma anche, come annunciato oggi da AGI, nella terza enciclica del suo pontificato che verrà pubblicata, dopo che il papa avrà apposto la sua firma, nel corso di una visita privata nella città di Assisi, il 3 ottobre 2020. Enciclica dedicata questa volta al mondo, dopo la terribile esperienza del coronavirus, dal titolo, “Fratelli tutti”, che ‘indica la volontà di Bergoglio di rivolgersi all’intera umanità, perché la pandemia tutti ha colpito, senza distinzioni di sorta’.

In questa disamina della situazione in cui vive la Chiesa italiana oggi, dopo l’esperienza drammatica che ci ha colpito, è interessante constatare come, il documento pur riconoscendo che la Parrocchia ‘è il luogo ecclesiale naturale in cui immaginare l’essere comunità che riparte’, valorizza anche l’azione delle associazioni e dei movimenti, che spesso, trovano proprio nelle strutture parrocchiali il loro ‘campo base’, ma che nel tempo hanno sviluppato percorsi ecclesiali specifici che passano dall’Iniziazione Cristiana all’apostolato di ambiente. Ciò richiama l’opportunità, quindi, di una collaborazione tra uffici diocesani, parrocchie, associazioni e movimenti ecclesiali, riconoscendo che la comunità cristiana ha alla sua base le dinamiche interiori, relazionali di ascolto, di confronto con la Parola di Dio e soprattutto di annuncio, dove non vanno dimenticati coloro che si sono allontanati e che faticano, per vari motivi a ristabilire rapporti con la Chiesa.

Compito dei formatori e dei catechisti è quello di riallacciare i legami in nome del Vangelo. Le strutture parrocchiali e diocesane sono quindi chiamate a rinnovarsi, passando dai progetti tradizionali ad un’attenzione all’esistenza concreta delle persone. In quest’ottica, “fare comunità” significa dare slancio alle relazioni, liberandole dalla tentazione del possesso o dei numeri e facendo emergere il contributo di ciascuno. Uno sguardo contemplativo e intriso di Parola di Dio consentirà di portare la vita reale nella preghiera domestica e nella celebrazione eucaristica.

Anche la Vicaria Urbana di L’Aquila – che dal settembre 2019, dopo avere raccolto l’invito del Cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi di ripensare la vita delle comunità parrocchiali in una dinamica di condivisione e di comunione, ha intrapreso un percorso comune di Iniziazione Cristiana, presso l’Oratorio Salesiano, indirizzato ai bambini e ai ragazzi residenti nel territorio urbano della Città, in collaborazione anche con gli Scouts AGESCI L’Aquila 2 e AGESCI L’Aquila 3 – si sta preparando alla ripresa delle attività catechistiche e formative, tenendo conto delle indicazioni della CEI, presenti nel documento appena emanato.

Documento che, sottolineando positivamente come ‘le norme di cautela sanitaria costringono poi a formare piccoli gruppi per la catechesi’, allarga le modalità di intervento attraverso altri tipi di esperienze, che in una realtà come quella aquilana si possono rapportare alle catechesi attraverso l’arte, attraverso azioni di piccolo servizio e di carità verso i bisognosi e i sofferenti, con l’aiuto della Caritas inter-parrocchiale per il Centro Storico e soprattutto usando la creatività anche per i ritmi degli incontri, valorizzando la Domenica e i tempi forti dell’anno liturgico.

Per prepararsi al nuovo anno catechistico che vedrà, il prossimo sabato 3 ottobre, l’inizio delle attività all’Oratorio salesiano a partire dalle ore 15, i genitori e i ragazzi delle parrocchie di San Massimo nella Cattedrale, Santa Giusta, San Marco, San Flaviano, San Biagio, Cristo Re, Santa Maria di Roio, San Francesco di Paola, San Vito alla Rivera, San Marciano, sono invitati al Centro Pastorale Paolo VI, per due incontri di ‘orientamento catechistico’, nei pomeriggi di sabato 19 settembre e sabato 26 settembre, a partire dalle ore 16 e fino alle ore 19.


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