Asbuc di Paganica e San Gregorio, letterina al sindaco dell’Aquila

Fernando Galletti: "Sacco pieno di mancate promesse e albero addobbato con carbone"

di Redazione | 23 Dicembre 2023 @ 12:53 | ATTUALITA'
ASBUC DI PAGANICA E SAN GREGORIO
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L’AQUILA – “Caro Sindaco, come Babbo Natale hai un sacco pieno, ma non di regali, bensì di problemi ormai diventati vecchi e incancreniti, e la domanda che ci facciamo è: come potrai risolverli negli ultimi anni del tuo mandato, se non sei riuscito a risolverli nei sette anni precedenti?”

E’ un passaggio, condito da ironia, della tradizionale lettera natalizia al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, vergata da Fernando Galletti, presidente dell’Amministrazione separata degli usi civici (Asbuc) di Paganica e San Gregorio, frazioni del capoluogo d’Abruzzo. La lettera è stata stampata in grande formato e collocata sotto uno spoglio albero di Natale realizzato in piazza della Concezione, addobbato soltanto con pezzi di carbone.

“Ogni anno – prosegue Galletti – tentiamo invano di avere un incontro con il nostro sindaco, ma inutilmente. Si materializza qui a Paganica e San Gregorio solo in qualche compleanno, evento sportivo o per festicciole varie. Vorremmo invece avere un confronto serio, sempre che abbia un senso confrontarsi su promesse oramai datate, che non abbindolano più i cittadini di queste frazioni, ormai dimenticati, di cui ci si ricorda solo in campagna elettorale”.

Galletti passa dunque a “rinfrescare la memoria”, sui “mancati impegni” del sindaco Biondi, e sui tanti problemi ancora sul tavolo.

“Possiamo cominciare dalla mancata realizzazione del campo da calcio, dall’irrisolto problema della salmonella nelle acque del fiume Vera e della fogna a cielo aperto in località la Concia. Poi possiamo andare avanti con la costruzione del polo scolastico che aspettiamo ormai da venti anni, la cui assenza costringe i genitori a portare i figli a scuola in altri luoghi,  con la mancata predisposizione di bagni pubblici a servizio del santuario della Madonna d’Appari, con buona pace della retorica del turismo, e anche nei cimiteri di Paganica e San Gregorio, con il mancato ripristino dei tombini sprofondati in via dell’Emigrante e in via del Rio”.

“Ovviamente l’elenco, caro Sindaco, è ancora lungo: la ricostruzione del centro storico a 14 anni dal terremoto è ancora lontana, e intere famiglie non possono rientrare nelle abitazioni ristrutturate, a causa del mancato allaccio di acqua, luce e gas, e con la rete fognaria marcescente e inutilizzabile, per non parlare dei puntellamenti ormai divenuti pericolosissimi, e in parte già crollati, e che nessuno si cura di sostituire, basti vedere quelli delle chiese di S. Maria Assunta, S. Maria al presepe e Santo Rivoru e anche della fontana di S. Antonio”.

“E caro Sindaco possiamo andare ulteriormente avanti, con il disinteresse per il presidio sanitario in costruzione e senza alcun tipo di aggravio sulle casse comunali, che a causa di precedenti vincoli e obblighi posti dalle Opere Pubbliche, non è possibile completare, sostituendo la ditta inadempiente. Si attende anche una pressione del Comune nei confronti di Provincia dell’Aquila e del Parco Gran Sasso e Monti della Laga, affinché ci si adoperi per il ridimensionamento e il controllo della fauna selvatica, cinghiali in primis, ma anche i lupi, che grandi danni stanno causando alle attività agricole e zootecniche, e rappresentano un pericolo per la circolazione stradale. Infine, caro sindaco, dovrebbe adoperarsi anche per lo scioglimento del consorzio di bonifica, in modo tale che la gestione dell’acqua torni ai Comuni di appartenenza, che potrebbero occuparsi del recupero delle acque mediante invasi a monte, per far sì che esse vengano poi restituite da impianti a caduta naturale”.

Infine, ribadisce ancora una volta Galletti, “ti invito alla rottura degli indugi sul tema del metanodotto Snam Sulmona-Foligno. Dicci finalmente qualcosa, dichiarati a favore o contro un’opera che attraverserà il nostro territorio per circa 20 chilometri, in aree a forte rischio sismico, che provocherà un impatto devastante all’ambiente, al paesaggio e alle attività economiche, a cominciare da quella tartuficola. Noi Paganichesi la posizione l’abbiamo già presa, a testa alta, e non abbiamo intenzione di mercanteggiare, con qualche indennizzo offerto dalla multinazionale, la dignità e la sicurezza nostra e degli Aquilani tutti”.


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