Asbuc contro metanodotto Snam: “Opera devastante per il territorio aquilano”

Giovedì 4 aprile è prevista un’assemblea pubblica

di Redazione | 02 Aprile 2024 @ 15:47 | AMBIENTE
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L’AQUILA – Continua la battaglia contro il metanodotto Snam che si preannuncia un’opera devastante per tutto il territorio aquilano. L’Amministrazione separata degli usi civici (Asbuc) di Paganica e San Gregorio invita la cittadinanza di tutto il comprensorio aquilano a partecipare all’assemblea pubblica convocata per giovedì 4 aprile a partire dalle ore 17, nella tensostruttura montata nella villa comunale, dedicata all’impatto ambientale, sociale ed economico che sarà causato dalla realizzazione del metanodotto della Snam, nel tratto Sulmona-Foligno, che interesserà 17 comuni abruzzesi, e con avvio dei lavori previsti a luglio prossimo. Un’opera che attraverserà anche 36 ettari di territorio di uso civico a ridosso di Paganica, classificati dal Piano regolatore generale del Comune dell’Aquila come “zona agricola di rispetto montano”.

“È fondamentale che i cittadini prendano consapevolezza dei danni che questa scellerata opera determinerà, ed ecco perché abbiamo organizzato questo incontro – spiega Il presidente Asbuc, Fernando Galletti -. Saranno attraversati ettari ed ettari di bosco, compromesse aree di grande valenza paesaggistica e turistica, come quella della Madonna d’Appari. Il tubo passerà in certi casi addirittura a pochi metri dalle abitazioni, come in zona via Pescomaggiore. Come denunciamo da tempo saranno distrutte le preziose cave spontanee di tartufo, sulle quali si basa una micro-economia locale, con danni stimati, in prospettiva da una perizia da noi commissionata, per 42 milioni di euro”.

“Quello che poi è inaccettabile è che la Snam non ha mai inteso incontrare i cittadini per spiegare nel dettaglio l’intervento, ascoltare le ragioni di contrarietà e preoccupazione, per magari apportare migliorie e modifiche. Da parte sua il Comune dell’Aquila e il sindaco Pierluigi Biondi si dicono contrari all’opera, ma temo solo a chiacchiere, perché poi a questa contrarietà non ha fatto seguito finora nessun atto concreto, mentre invece ci si fa da tramite tra Snam e i presidenti di altre Asbuc presenti sul territorio per gli espropri e gli indennizzi relativi ai terreni che dovranno essere attraversati dall’opera”, aggiunge Galletti, che conclude, “ovviamente questa opera dai costi faraonici sarà pagata dai cittadini con l’aumento in bolletta nei prossimi decenni, e a guadagnarci sarà solo la Snam”.


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