Asbuc: “Alberi caduti e tronchi nell’Alveo del Torrente Raiale”

di Redazione | 23 Settembre 2022 @ 11:15 | AMBIENTE
siccità
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L’AQUILA – “L’alveo del torrente Raiale, nel tratto tra Paganica ed Assergi, risulta ingombro di numerosi tronchi di alberature cadute al suolo, o ancora pericolanti, arbusti ed altro, e necessita di urgente ed appropriato intervento di manutenzione, bonifica e sgombero del legname”.
 
L’allarme è lanciato da Fernando Galletti, presidente dell’Amministrazione separata degli usi civici (Asbuc) di Paganica e San Gregorio, con riferimento al tratto del torrente che attraversa la Valle del Vasto, Assergi e Camarda e che attraversa la località di Valleverde e della Madonna d’Appari, sino alla zona detta Pontignone, sino a Paganica, popolosa frazione ad est dell’Aquila.
 
La segnalazione di pericolo, con contestuale richiesta di immediato intervento, è stata inviata dall’Asbuc alla Prefettura dell’Aquila, alla Provincia dell’Aquila e al Comune dell’Aquila, “alla luce dei recenti fatti accaduti di recente nella Regione Marche, e visti i numerosi fatti di cronaca legati agli avversi fenomeni atmosferici sempre più violenti e dannosi per le attività antropiche”.
 
“Questo lungo tratto del torrente, a nostra memoria, non è mai stato oggetto di manutenzione, se non nella misura del piccolo volontariato locale – scrive Galletti -. Precisiamo che la nostra Asbuc, per quanto riguarda il tratto che va dal Santuario della Madonna d’Appari fino all’altezza dell’abitato di Paganica e zona cimitero (circa 800 metri), provvede periodicamente, per quanto nelle nostre piccole possibilità, alla manutenzione e pulitura dell’alveo, ma non siamo né competenti, né economicamente e materialmente abilitati a farci carico dei lavori necessari per mettere l’area in sicurezza”. 
 
“Restando a disposizione invitiamo le autorità vostre a compiere un sopralluogo di verifica di quanto da noi esposto nella presente nota, e per una più chiara valutazione sul campo del reale e drammatico pericolo che incombe sull’abitato di Paganica”, così si chiude la lettera di segnalazione di pericolo.

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