Arta, la riforma della pubblica amministrazione per una vera ‘regione del benessere’

Si è conclusa ieri all'auditorium del parco del castello la conferenza dell'agenzia regionale per la tutela ambientale

di Marianna Gianforte | 17 Marzo 2022 @ 06:19 | AMBIENTE
conferenza Arta transizione ecologica
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L’AQUILA – Si è conclusa ieri all’auditorium del parco del castello all’Aquila la conferenza di Arta, l’agenzia regionale per la tutela ambientale, sul tema “Transizione ecologica e benessere”. Due giorni di approfondimenti e confronti con focus sugli ambiti di intervento di Arta Abruzzo, in stretta relazione anche con le altre realtà italiane di protezione dell’ambiente: Arpa, Snpa e Ispra, università e istituzioni.

Tra i relatori anche i direttori delle maggiori agenzie nazionali per la protezione dell’ambiente, i vertici dell’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e del sistema nazionale delle agenzie per la protezione dell’ambiente, gli organi di vertice degli enti pubblici regionali. Oltre agli esperti e ai tecnici di Arta Abruzzo, che quotidianamente lavorano nei laboratori, o sul campo, controllando la qualità dell’aria (le emissioni in atmosfera, i pollini e le spore, i licheni); dell’acqua (comprese quelle di balneazione o degli scarichi, senza dimenticare il ruolo fondamentale di Arta nel monitoraggio del bacino acquifero del Gran Sasso, dove insistono tre realtà tra loro ‘confliggenti’: laboratori di fisica nucleare, autostrada e, appunto, bacino idrico che porta acqua a centinaia di Comuni); del suolo (tra cui anche i rifiuti, e come dimenticare il sito d’interesse nazionale di Bussi, diventata alcuni anni fa ‘la più grande discarica tossica d’Europa’); verificano gli agenti fisici (persino il rumore e il radon). Senza dimenticare i settori della micologia, il rischio industriale, l’amianto, il rapporto con le autorità sanitarie e molto altro ancora.

Al centro della discussione della seconda giornata due importanti tavole rotonde: il confronto tecnico sulla legge regionale che ha lanciato il progetto “Abruzzo regione del benessere”, del quale Arta è soggetto attuatore; e il tavolo di confronto con le associazioni ambientaliste.

Un progetto, quello regionale, che “è già in fase di concreto sviluppo – ha spiegato il direttore di Arta Maurizio Dionisio – che coinvolge tutti gli ambiti che letteralmente costruiscono il ‘benessere’ non soltanto ambientale, ma anche dello stile di vita delle persone, che è legata in modo stretto con l’ambiente circostante”.

Al grido d’allarme lanciato nella prima giornata dal direttore Dionisio sulla necessità di colmare l’esigenza di rafforzare le professionalità di Arta e anche gli strumenti e le risorse operative, ha risposto ieri il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri:

“Arta è un’eccellenza fondamentale e molto apprezzata in Regione Abruzzo. Non a caso, è allo studio per essere approvata dal Consiglio regionale una legge che migliori, rafforzi e renda ancora più operativa l’agenzia abruzzese di tutela ambientale. L’Arta ci aiuterà a salvaguardare le bellezze storiche e culturali, i giacimenti ambientali con un’azione che sviluppi Pil, lavoro, posti di lavoro. Salvaguardare ‘facendo’ si può, ad Arta il compito di trovare l’equilibrio. Questa attività ci può dare un ottimo slancio verso il futuro. E noi sosterremo Arta con misure e risorse”.

Sospiri ha poi difeso il progetto ‘Abruzzo regione del benessere’:

Non è uno slogan bensì un principio sancito da una legge regionale. Abbiamo scelto Arta per far camminare questa buona idea per attuare un concetto che dovrà influenzare la vita quotidiana e la vita lavorativa in un territorio dove ci sono tutti gli elementi del buon vivere, in una regione che deve puntare sul benessere perché è una ricchezza che già le appartiene. Un ruolo di promozione e sviluppo che si aggiunge agli altri di Arta, e dobbiamo sostenere con risorse questa nuova competenza che per la Regione Abruzzo è fondamentale. Dobbiamo lavorare attuando questa legge perché l’Abruzzo diventi la regione del vero benessere”.

Il vicepresidente della Regione e assessore all’Ambiente Emanuele Imprudente, invece, ha voluto rimarcare la strada ancora lunga per snellire le procedure e i processi amministrativi e gli iter di apertura dei cantieri, che rallentano a dismisura la fattività dei progetti, rendendo a volte inutili anche gli ingenti finanziamenti: serve una vera e immediata riforma della pubblica amministrazione.

“Vanno bene gli ingenti fondi del Pnrr, ma la partita vera è riformare la Pa, ma questo è un tema nazionale: in regione Abruzzo le problematiche ambientali, come del resto in altri settori, le stiamo affrontando con difficoltà organizzative e di personale per la carenza di profili tecnici specialistici. Dopo 20 anni e dopo esodi di un numero importante di dipendenti verso la pensione, siamo vicini alla definizione di concorsi che dovrebbero migliorare la situazione. Serve – ha detto ancora Imprudente – una svolta nazionale su ambiente, infrastrutture e opere pubbliche. In Abruzzo stiamo cercando di dare tempi certi con l’inserimento di professionisti nell’ambito dell’ufficio sulla valutazione dell’impatto ambientale (Via) che è la madre autorizzativa, fondamentale e non rinviabile per modernizzare il Paese e per sbloccare progetti e cantieri. Ci sono tanti interventi importanti pronti a partire sui quali c’è lo stop da anni a causa di ricorsi”.

Imprudente ha spiegato il perché di lungaggini e complessità procedurali che ingessano l’Italia:

“Siccome l’italiano tendenzialmente è portato a trovare, diciamo così, soluzioni alternative, facciamo norme complesse per evitare che aggirino lo Stato. Ma le azioni malavitose si scongiurano con controlli puntuali, non appesantendo le norme. Bisogna snellire la burocrazia e dare tempi e regole certe. Insieme all’agenzia regionale abruzzese per la tutela ambientale siamo impegnati in prima linea su questo, perché l’ambiente deve creare opportunità”.

Quanto al progetto “Abruzzo regione del benessere”, il vicepresidente ha precisato che bisogna investire per far crescere qualità della vita, dell’acqua e dell’aria e tutte le altre peculiarità ambientali, culturali, storiche ed enogastronomiche che rendono l’Abruzzo unico:

“Con Arta abbiamo avviato azioni specifiche perché tutto il sistema diventi il punto di forza del nostro territorio. La sostenibilità è tutto: aspetto sociale, economico, turistico, ambientale, agricolo. Le bellezze abruzzesi sono un valore aggiunto, a partire dalle aree protette che devono vedere progetti con tempi e misure certi. E bisogna lavorare per trasformare la mentalità: la Pa deve mettere a disposizione non solo i fondi, ma deve semplificare i percorsi per attuare concretamente i progetti. Per fare questo, però, occorre la trasversalità, e cioè mettere a sistema le nostre peculiarità e le nostre caratteristiche affinché diventino opportunità”. 


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