Aree interne, Biondi: “Sono la nuova questione meridionale”. In consiglio ok al programma di mandato

di Alessio Ludovici | 12 Settembre 2022 @ 16:53 | POLITICA
consiglio comunale laquila
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L’AQUILA – Il sindaco Pierluigi Biondi ci ha anche provato ad introdurre un elemento di dibattito realmente strategico, di posizionamento della città in questa fase del paese. Lo ha fatto in conclusione del suo intervento in consiglio comunale, oggi aperto dal minuto di silenzio per le due vittime dell’incedente aereo nei pressi di Fossa.

All’ordine del giorno del consiglio, come da previsioni normative, l’approvazione del programma di mandato della nuova amministrazione. Il dibattito, complice anche un documento eccessivamente didascalico, è scivolato quasi sempre sui singoli punti presentati dal sindaco se non addirittura su aspetti ancora più di dettaglio delle diverse macro-azioni previste.

La riflessione di Biondi, probabilmente figlia anche della recente visibilità che la città ha avuto con la visita pastorale di Papa Francesco, è piombata quasi inaspettata in aula. Un tentativo di tastare ambizioni dei partiti, di un consiglio e di una città ancora in cerca di un futuro chiaro: “Chiudo con un tema che è quello delle infrastrutture. C’è un deficit di infrastrutture a 360 gradi, per la promozione del turismo o ancora il sistema di parcheggi, aree sosta e camper, penso soprattutto al tema dei collegamenti. E’ un dibattito che ci portiamo addosso dagli anni ’60, sarebbe interessante riscoprire quel dibattito che era rappresentativo dei tempi di allora ma anche di quelli di oggi. E’ molto attuale che va fatto su basi concrete. Grazie all’intercessione di Maurizio Gentile, ex ad di Rfi, siamo riusciti almeno a vincere la battaglia di portare nel documento di programmazione del Mims la citazione del collegamento tra L’Aquila e la Marsica. C’è uno stanziamento per un progetto di fattibilità tecnico economica, però almeno abbiamo segnato un punto e ci sarà un tavolo di lavoro congiunto con il governo e la regione. Spero possa diventare oggetto di discussione di questo e dei consigli comunali del territorio per consolidare il ruolo dell’Aquila di capitale dell’Appennino, capofila di questa battaglia che è la nuova questione meridionale: quella tra aree interne e aree costiere che devono trovare un modo non conflittuale di far valere le proprie vocazioni e renderle complementari”.

Si sarebbe potuto intelaiare un confronto di alto profilo, per capire vocazioni, possibilità, risorse e limiti del territorio nel contesto attuale. I programmi di mandato sono del resto un canovaccio e lasciano il tempo che trovano, sono un retaggio amministrativo previsto dal Tuel che non vincolano in alcun modo le amministrazioni.

Il dibattito, invece, raramente ha superato i confini di Sassa e San Gregorio.

E’ stato in particolare Stefano Albano, del Pd, a raccogliere l’ampiezza della sfida criticando il documento del sindaco proprio per la sua mancanza di vocazione strategica, di riflessione sulla fase che si sta vivendo e che stanno vivendo, non per colpa di questo o quel comune ma di complesse congiunture, le aree interne. E’ ancora attuale – si chiede Albano – il documento Ocse scritto all’indomani del sisma? E su quali grandi questioni si vogliono investire le ingenti risorse a disposizione?

Dibattito evidentemente rinviato alla città e ad altre occasioni. L’assise, intervento dopo intervento si è, legittimamente, concentrata sui dettagli del programma di mandato: sanità, scuole, sociale, urbanistica, polizia municipale, politiche del lavoro, sport, edilizia, opere pubbliche, turismo, cultura, identità cittadina, migranti, eventi, sicurezza, centro storico, periferie, Pnrr. E’ solo un estratto dei punti toccati dai consiglieri di opposizione e maggioranza, neanche non ci fossero cinque anni di giunte, commissioni e consigli per sviluppare tutte le questioni. Tutto in quattro ore.

Sul documento con le linee programmatiche, le critiche sono arrivate soprattuto sui temi della sanità, con l’invito al sindaco di farsi sentire per la situazione del San Salvatore, “dove mancano – è Eva Fascetti, Pd, nel suo intervento – persino le spugnette per disinfettarsi prima di entrare nelle sale operatorie”. E ancora sono arrivati spunti sul lavoro, è il consigliere di maggioranza Fabio Frullo a chiedere all’amministrazione di fare qualcosa in più, sulle frazioni, abbandonate secondo Pezzopane, Pd, e Serpetti, Passo Possibile, sul sociale e il Prg – assente nel documento – con il consigliere Romano e altri; sui migranti, la consigliera Banushai ha chiesto la creazione della consulta. Per L’Aquila Coraggiosa, Giannangeli si è concentrata sulle scuole e Rotellini sul diritto allo studio. Palumbo, Pd, si è soffermato soprattutto sul metodo di governo. Sulla montagna e il Gran Sasso è stato Luigi Faccia ad intervenire. Scimia, Fdi, Ferella, Lega, e Ianni, Fi, sono intervenuti a sostegno del documento comunque lasciando aperta la strada del confronto costruttivo con le opposizioni. Pochi gli spunti polemici tra maggioranza e opposizione. Ferella ha rispedito al mittente le accuse di scarsa attenzione al diritto allo studio – e criticato “il vecchio rettore (il riferimento è a Paola Inverardi) che scelse di rinunciare all’esenzione delle tasse per scelta, non per necessità, dandoci il colpo di grazia”. Scimia, capogruppo di Fdi, ha rintuzzato le critiche di Tomassoni, Passo Possibile, sullo sport. Prima del voto finale (programma di mandato approvato a maggioranza con le assenze di D’Angelo e Flammini) è stato approvato un emendamento, con le firme bipartisan di Romano, Scimia e Ianni, per modificare un passaggio del documento dove si parlava di “lotta alla disabilità”, un  fastidioso refuso eliminato all’unanimità.

Di tutto un po’ in pratica. Temi, questioni, dossier, che potranno essere approfonditi e sviscerati con calma nel lavoro delle commissioni e dei prossimi consigli. Oggi forse si poteva approfittare per raccogliere lo spunto di dibattito messo sul piatto dal sindaco.


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