L’AQUILA – “Abbiamo organizzato questa conferenza stampa perché riteniamo sia doveroso che il presidente Marsilio e il governo regionale facciano chiarezza sulla legge sulle aree idonee”.
Con queste parole gli esponenti del Partito Democratico hanno aperto la conferenza stampa che si è svolta nella Sala Ignazio Silone dell’Emiciclo dell’Aquila, durante la quale sono state rese pubbliche le osservazioni formulate dai Ministeri competenti sulla legge regionale n. 9 del 2026.
Secondo quanto illustrato nel corso dell’incontro, i rilievi ministeriali evidenzierebbero presunti vizi di legittimità relativi a eccesso di competenza, contrasti con la normativa nazionale e possibili violazioni dell’articolo 117 della Costituzione. Presenti il senatore Michele Fina, il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Silvio Paolucci, il consigliere Antonio Di Marco e il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli.
Le contestazioni del Partito Democratico
“Noi siamo il partito dello sviluppo delle rinnovabili ma crediamo che debba essere fatto con criterio e senza speculazioni – ha dichiarato il senatore Michele Fina –. Per questo presenterò un’interrogazione parlamentare ai Ministri competenti per chiedere chiarimenti in merito ai profili di illegittimità costituzionale e di contrasto con la normativa nazionale che la legge regionale n. 9/2026 presenta con evidenza”.
Fina ha sostenuto che il testo avrebbe dovuto limitarsi a individuare ulteriori aree idonee sul territorio regionale, contestando invece un presunto superamento delle competenze attribuite alle Regioni dall’articolo 117 della Costituzione.
“Chiediamo al Governo un’operazione trasparenza che ponga rimedio alle reticenze del presidente Marsilio – ha aggiunto –. Ci risulta che la Regione abbia assicurato al Governo una modifica profonda della norma al fine di evitare l’impugnazione davanti alla Corte Costituzionale. Serve dare agli operatori del settore, alle associazioni di categoria e al mondo associativo informazioni chiare e concrete”.
Sulla stessa linea il capogruppo Silvio Paolucci, che ha ricordato le posizioni assunte dal Pd durante l’iter consiliare della legge.
“Nel corso della discussione della legge e con la presentazione dei nostri emendamenti avevamo provato ad evitare il pasticcio normativo denunciato dal Governo nazionale e che oggi è sotto gli occhi di tutti – ha affermato Paolucci –. La nota con la quale il presidente Marsilio si assume l’impegno di modificare il cuore della legge, dopo le osservazioni del Governo, dimostra la correttezza di quanto avevamo denunciato”.
Le richieste di chiarimento alla Regione
Il Partito Democratico chiede ora che il nuovo testo venga portato all’esame del Consiglio regionale nel più breve tempo possibile.
“Ora chiediamo al presidente Marsilio e al presidente Sospiri quando sarà portato in Consiglio il nuovo testo – ha aggiunto Paolucci –. Nel frattempo speriamo che il consigliere Campitelli voglia chiedere scusa per le sue dichiarazioni trionfalistiche all’indomani del Consiglio dei Ministri”.
Anche il consigliere regionale Antonio Di Marco ha puntato il dito contro la gestione della vicenda da parte della maggioranza.
“Sia in commissione che in Aula siamo stati ampiamente rassicurati che la norma era pienamente rispettosa della legge nazionale. Oggi scopriamo che sono molte le criticità, talune gravi. È la solita modalità del Governo regionale che nasconde la verità agli abruzzesi”.
A chiudere gli interventi è stato il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli.
“Il lavoro del gruppo del Pd sulle due norme dedicate alle aree idonee è stato molto intenso – ha dichiarato –. Abbiamo presentato una serie di emendamenti sostenuti dalle associazioni agricole, tutti puntualmente bocciati ma successivamente ripresi nelle osservazioni ministeriali. Se la legge non è stata impugnata è solo perché il presidente Marsilio ha dovuto assumere impegni precisi di modifica sostanziale, diversamente da quanto dichiarato da Campitelli”.









