Archeoclub, nuovo riconoscimento per la sezione aquilana: è tra le più grandi d’Italia

di Alessio Ludovici | 26 Ottobre 2021 @ 06:00 | CULTURA
Maria Rita Acone Archeoclub
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L’AQUILA – Un nuovo riconoscimento nazionale per la sede aquilana dell’Archeclub. In occasione del Congresso nazionale tenutosi nei giorni scorsi a Roma, preso il Museo di Arte Classica dell’Università Sapienza: la sezione dell’Aquila è stata riconosciuta e premiata tra le tre più numerose, in termini di iscritti, di tutta Italia. 
A rappresentare l’Archeoclub L’Aquila la presidente Maria Rita Acone, che la scorsa primavera è stata eletta anche nel consiglio nazionale dell’associazione. 
“Siamo orgogliosi per questo riconoscimento, e non soltanto per un esclusivo aspetto numerico”, commenta l’Archeoclub. “Quei numeri sono tutte le persone, vecchi e nuovi Soci che, fin dalla ripresa delle nostre attività nel 2011, hanno scelto di sostenerci attivamente collaborando in prima persona, ciascuno con le proprie competenze e tutti accomunati dal legame con la nostra Città e con il nostro Territorio.”
“Eravamo poco meno di 30 volenterosi quando nel dicembre del 2010 decidemmo di riprendere il filo dell’associazione per dare il nostro contributo materiale e intellettuale alla riaggregazione del tessuto socio-culturale della nostra Città-Territorio dopo il sisma del 2009, insieme a tante altre associazioni civiche.”
L’Archeclub dell’Aquila oggi conta più di 200 soci e mette in campo molteplici attività nella valorizzazione e tutela del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico della città e del territorio. 
“Dedichiamo questo riconoscimento innanzitutto alla memoria del prof. Gaetano Messineo che rilanciò la sede aquilana poco prima del sisma del 2009 e del nostro amico, socio e consigliere Giovanni Lami, tra i più attivi negli anni immediatamente successivi al rilancio della nostra Sede: entrambi aquilani di adozione, hanno amato profondamente la nostra terra. Condividiamo questo riconoscimento con tutti i nostri Soci senza i quali non sarebbe stato possibile programmare e svolgere le numerose attività che in questi anni ci hanno permesso di sensibilizzare, promuovere la conoscenza dei nostri luoghi, e quando necessario anche la loro salvaguardia.”

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